7 settembre 2016

L'HMB: cosa dicono gli studi

di Josè Antonio e Jeffrey Stout


Il primo studio sulla prestazione umana con l’HMB è stato condotto dal dott. Nissen e colleghi all’Iowa State University (Nissen, Sharp et ali, 1996). In questo studio alcuni soggetti maschi hanno svolto un programma di allenamento con opposizione di resistenza e sono stati assegnati o a un gruppo di controllo o a un gruppo che ha consumato 1,5 g di HMB al giorno o a un gruppo che ha consumato 3 g di HMB al giorno.

1 settembre 2016

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31 agosto 2016

L'HMB: cosa è, come funziona

di Josè Antonio e Jeffrey Stout


Il beta-idrossi-beta-metilbutirato è un prodotto della disgregazione dell’amminoacido leucina. La leucina è una componente fondamentale delle proteine in tutti i tessuti e si trova in tutte le proteine alimentari. Fra gli amminoacidi la leucina detiene un posto speciale: oltre a essere un amminoacido essenziale (deve essere fornito attraverso la dieta) è anche uno dei tre amminoacidi ramificati (gli altri due sono la valina e l’isoleucina). Quello che identifica l’unicità della leucina è il suo ruolo regolante della sintesi e della disgregazione proteica.

Come funziona?

La prima a scoprire quale effetto ha l’HMB sul metabolismo proteico è stata una ricerca che mostrava il primo metabolita della leucina, detto chetoisocaproato (KIC) che duplica gran parte, se non tutti, gli effetti della leucina nei tessuti. Le ricerche precedenti (Chua, Siehl e Morgan, 1978; Mortimore et ali, 1987) hanno scoperto che nei tessuti isolati sia la leucina che il KIC diminuivano la proteolisi (disgregazione proteica) e aumentavano la sintesi proteica.

Comunque, i dati con il KIC indicavano che l’effetto della leucina non era dovuto alla leucina stessa ma invece a un sottoprodotto. Perciò, restava da rispondere alla stessa domanda: l’effetto era dovuto al KIC o a un qualche altro prodotto della disgregazione nel percorso della quale sono presenti circa altre 8 sostanze biochimiche? Nei primi anni ’80 gli scienziati indicarono un percorso metabolico alternativo del metabolismo della leucina che mostrava che il KIC era metabolizzato da un enzima diverso rispetto all’HMB.



Altri studi hanno scoperto che il KIC salvaguarda l’azoto (Cerosimo et ali, 1983; Mortimore et ali, 1987; Mitch, Walser e Spair, 1981) e riduce l’utilizzo del glucosio muscolare (Buckspan et ali, 1986) negli uomini sottoposti a situazioni di stress. Le dosi di leucina usate in questi studi erano circa 120 g al giorno (Cerosimo et ali, 1983) e circa la metà di ciò per il KIC (Buckspan et ali, 1986; Mith, Walser e Spair, 1981). Inoltre, è necessario sottolineare che la maggior parte di questi studi è stata condotta in presenza di condizioni estreme come il digiuno, i traumi o le ustioni gravi.

Gli scienziati della Iowa State University sono stati i primi a valutare l’ipotesi che questo metabolita HMB possa mediare gli effetti della leucina e del KIC sul metabolismo proteico. Le loro argomentazioni li hanno portati a eseguire nel corso degli ultimi 10 anni una serie di esperimenti prima sugli animali e in seguito sull’uomo. Questi studi prolungati indicano che l’HMB è il composto bioattivo del metabolismo della leucina che ricopre un ruolo regolatore nel metabolismo proteico (Nissen, Panton et ali, 1996; Nissen, Sharp et ali, 1996).

La ricerca sugli animali indica che l’HMB ricopre un ruolo nel metabolismo proteico, specialmente nelle situazioni di stress. Anche se nessuno conosce con certezza meccanismi che ne stanno alla base, gli scienziati lavorano su due ipotesi (Nissen, Sharp et ali, 1996).

Ipotesi 1: L’HMB può essere un componente essenziale della membrana cellulare. Gli scienziati affermano che in presenza di condizioni di stress il corpo non riesce a produrre abbastanza HMB per soddisfare i maggiori fabbisogni dei tessuti. Forse lo stress può modificare gli enzimi oppure la concentrazione di alcune sostanze biochimiche che riducono la produzione normale di HMB. Entrambi gli scenari necessitano dell’integrazione alimentare con HMB affinché il sistema muscolare scheletrico funzioni al massimo.

Ipotesi 2: L’HMB può regolare gli enzimi responsabili della disgregazione del tessuto muscolare. Questa teoria è supportata dalle scoperte fatte in molti studi in cui gli indici biomeccanici del danno muscolare (CPK e 3-MH) diminuivano.

Nella seconda parte di questo articolo vedremo nel dettaglio tutti gli studi effettuati su questa interessantissima molecola, oltre che le modalità della sua corretta assunzione per migliorare le performances ed i risultati del proprio allenamento!

Articolo tratto da “Integratori dietetici per gli atleti di forza e potenza” di Josè Antonio e Jeffrey Stout - 
Pubblicato da Sandro Ciccarelli Editore – All rights Reserved


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26 agosto 2016

Glutamina e sintesi muscolare

di Jerry Brainum


Molti bodybuilder hanno solo una vaga idea del fatto che la glutamina possa essere coinvolta nella sintesi proteica muscolare, benché svariati studi recenti abbiano suggerito che, forse, sarebbero soldi sprecati. Qual è la verità? La glutamina è considerata un aminoacido condizionatamente essenziale che, cioè, andrebbe assunto in condizioni specifiche e, in particolare, in quelle collegate allo stress. Non è considerata essenziale, perché, normalmente, il corpo ne può sintetizzare quantità elevate a partire da altri aminoacidi, quali il glutammato e gli aminoacidi ramificati.

Svariati studi, però, mostrano che, in condizioni di forte stress, l’organismo non può produrre una quantità sufficiente di glutamina.

24 agosto 2016

Il potere anabolico delle vitamine A e C

di George L. Redmon, Ph.D.
Le vitamine A e C sono fra gli stimolatori anabolici meno usati semplicemente perchè la maggior parte dei bodybuilder non ne conosce le proprietà. Esse non contribuiscono solo all’attivazione di vari processi anabolici, ma anche alla produzione e al mantenimento di molte sostanze chimiche fisiologiche necessarie per il cosiddetto equilibrio anabolico e/o per la spinta anabolica. 

17 agosto 2016

Il potere delle proteine

DI Jose Antonio, Ph.D. 


Io adoro le proteine. Di fatti, io e il mio collega dott. Lonnie Lowery, R.D., abbiamo appena pubblicato un libro su questi nutrienti intitolato "Dietary Protein and Resistance Exercise". Se anche voi le amate, leggetelo: cambierà la vostra giornata, il mese o, forse, anche tutto l’anno! 
Diciamo la verità, nel corpo le proteine sono necessarie praticamente per tutto e i dati sui loro importanti effetti sono solidi e numerosi. Qualcuno dirà che le diete ricche di proteine sono controverse, ma queste sono persone che non sanno leggere e si rifiutano di studiare la letteratura scientifica. 

10 agosto 2016

BETA ALANINA: i dosaggi ottimali

di Jerry Brainum

La carnosina è un dipeptide, cioè una combinazione di due aminoacidi legati insieme: istidina e beta-alanina. Il corpo è ricco di istidina, quindi il fattore limitante per la produzione di carnosina è la beta-alanina. 

Perché è bene aumentare la carnosina nel corpo? Inizialmente la sostanza fu scoperta nella carne che, infatti, ne è la migliore fonte naturale (così come lo è della creatina). Negli anni ’30 gli scienziati scoprirono anche che la carnosina è un tampone intramuscolare potente, cioè le sue riserve muscolari possono “assorbire” gli ioni idrogeno in eccesso (l’acidità prodotta con l’attività fisica ad alta intensità). Il forte bruciore che sentite alla fine di una serie dura è dovuto all’accumulo di acido lattico, che è un prodotto di scarto del metabolismo anaerobico. 


3 agosto 2016

La canapa è una buona fonte proteica?

di Jerry Brainum

Di solito nella loro dieta e nel programma di integrazione i bodybuilder preferiscono assumere prodotti a base di proteine animali, e per una buona ragione: queste proteine contengono quantità maggiori e più bilanciate di aminoacidi essenziali, così chiamati perché non possono essere sintetizzati nel corpo e devono essere forniti dalla dieta. Per la costruzione di muscolo, gli aminoacidi essenziali sono i principali attivatori della sintesi proteica muscolare. Di fatti, dopo l’allenamento con opposizione di resistenza ne bastano 10 grammi per stimolare a pieno la sintesi proteica. 

Le straordinarie proprietà del Coenzima Q10

di Jerry Brainum

Il coenzima Q10 è un composto simile a una vitamina prodotto nell’organismo e, specialmente, nel fegato a partire dall’aminoacido tirosina. Anche vari altri nutrienti partecipano alla produzione del coQ10. Come per molte sostanze, anche il coQ10 declina con l’invecchiamento. Questo composto gioca un ruolo chiave nel processo di trasferimento degli elettroni che ha luogo nei mitocondri e che porta alla produzione di ATP, la fonte energetica immediata delle cellule. Inoltre, il coQ10 è un antiossidante molto potente che collabora con altri antiossidanti, come le vitamine C ed E. Infatti, il coQ10 può rigenerare la vitamina E ossidata, donandole un elettrone. Questo è un esempio delle sinergia fra i vari nutrienti corporei e mostra perché assumere i nutrienti singolarmente non ha alcun effetto.



27 luglio 2016

Riso bianco o riso integrale?

Del Dott. José Antonio 


Conoscete bene il tipo. Siete al vostro ristorante cinese o giapponese preferito e il vostro amico, che è sempre molto attento alla salute e all’alimentazione salubre, legge il menu e dice al cameriere che vuole che il suo piatto sia accompagnato da riso integrale (invece che bianco). Avendo antenati asiatici, mi è sempre sembrato strano che la gente preferisca il riso integrale a quello bianco. Sa di cartone mescolato al terriccio, il riso integrale intendo... 
Ok, sento già i fanatici del riso integrale dire, “Ma fa benissimo perchè contiene tutte quelle fibre e vitamine, bla, bla...”. Ho capito, lo so! Chi se ne importa? A me non piace! Sa di terriccio!!