13 novembre 2017

Integratori, proteine, allenamento, dieta.

Gli integratori alimentari sono uno spreco di soldi?


La questione sull’utilità degli integratori proteici per aumentare la massa muscolare e la forza è molto dibattuta. 



In realtà, se mangiate alimenti interi abbastanza ricchi di proteine, come manzo, pollame, uova, latte e pesce a intervalli regolari di 4-5 ore, assumere proteine extra non è necessario, nonostante quello che dicono le pubblicità e gli articoli nelle riviste di bodybuilding. 

Tuttavia, un integratore di alta qualità può essere utile alla presenza di alcune condizioni. Fra queste condizioni c’è l’incapacità o il rifiuto di mangiare tanti alimenti proteici. 

Gli integratori proteici apportano quantità concentrate di proteine di alta qualità (se si usa un integratore di alta qualità, come siero, caseina o una loro combinazione) e semplificano l’assunzione delle quantità necessarie di proteine per favorire i guadagni di massa e forza. 

È anche molto importante garantire l’assunzione di un minimo di leucina, il BCAA fondamentale per il procedimento della sintesi proteica muscolare. 

Ogni porzione di un integratore di siero di alta qualità contiene circa 25 g di proteine, che apportano tutti gli amminoacidi essenziali, compresa la dose giusta di leucina. 

Se assumete integratori con siero, gli integratori di leucina o BCAA non sono necessari perché il siero è composto per il 26% di amminoacidi ramificati. 

La maggior parte degli studi che hanno esaminato gli effetti degli integratori proteici ha scoperto che rappresentano un vantaggio per chi si allena intensamente, anche se è precisato che il cibo è la fonte di proteine alimentari più facilmente reperibile ed economica. 

Il prezzo elevato del siero ha indotto lo sviluppo di miscele proteiche, come per esempio soia, siero e caseina. 

Queste miscele hanno mostrato di esercitare effetti per la costruzione muscolare simili a quelli del siero da solo, però di durata maggiore nel corpo grazie alla presenza della caseina. 

Contrariamente a quanto si legge su internet, piccole quantità di proteine della soia non aumentano i livelli di estrogeni negli uomini, né abbassano i livelli di testosterone. 

Nuovi studi mostrano che assumere un integratore proteico può favorire la salvaguardia delle fibre muscolari tipo 2X, le più reattive per quanto riguarda l’incremento della massa e della forza. 

Altre nuove ricerche mostrano che il consiglio abituale di assumere una dose massima di proteine contenente 20-25 g di proteine si applica soltanto all’allenamento di una sola area muscolare e che maggiore è la massa muscolare allenata, maggiori sono i fabbisogni proteici post-allenamento, anche se la dose massima efficace per la sintesi proteica non è stata ancora determinata. 

Sorprendentemente, la massa corporea non influenza la quantità di proteine di cui avete bisogno per costruire muscolo.







Vitamina D. 
Qual è la dose di cui ha bisogno un atleta o una persona attiva per risolvere una carenza?

Fra tutte le vitamine necessarie per la salute umana, probabilmente la vitamina D è carente in quasi il 90% della popolazione. È un paradosso, perché la vitamina D è un “nutriente gratuito”, producibile esponendo la pelle ai raggi UV-B emessi dal sole per 15 minuti al giorno. 



Tuttavia, la capacità del corpo di sintetizzare la vitamina D attraverso le azioni della radiazione UV-B sul colesterolo nella pelle è variabile. 

Chi è obeso, anziano, scuro di carnagione, oppure usa una protezione solare, non può contare sul sole per produrre la vitamina D. 

Inoltre, per ricevere la radiazione UV-B giusta, il sole deve trovarsi all’angolazione giusta in cielo, cosa che alle latitudini più alte non succede durante l’inverno. 

In questo caso è possibile assumere vitamina D attraverso il cibo o gli integratori. Anche se alcuni alimenti contengono un po’ di vitamina D, è necessario mangiarne molti per raggiungere i livelli ematici ottimali della vitamina D attivata o 25-idrossi. 

Perciò, il solo cibo non è una fonte affidabile di vitamina D. Il modo migliore per garantire un’assunzione adeguata di vitamina D è usare in integratore di D3. 

La D3 è la forma migliore per l’integrazione perché è assorbita meglio e resiste più a lungo nel corpo rispetto all’altra forma integrativa, la D2. 

La quantità di vitamina D suggerita dalle autorità mediche è insufficiente per raggiungere i livelli ematici ottimali di D, che sono però facilmente raggiungibili ricorrendo all’integrazione. 

Circa la metà degli atleti agonisti ha livelli ematici di vitamina D carenti o non ottimali. Ciò può influenzare negativamente la prestazione atletica, aumentando il rischio di infortuni alle ossa, come le fratture da stress, oltre a causare la riduzione del testosterone. 

Alcuni studi recenti indicano che la vitamina D è coinvolta nella costruzione muscolare e nella conservazione della forza muscolare.





L’attività fisica può farvi ingrassare?

Anche se molte persone perdono peso quando svolgono attività fisica, in particolare se aerobica, qualcuno sembra invece guadagnare peso quando fa attività fisica. 



Anche se la presenza di alcune patologie mediche, come la produzione tiroidea ridotta, possono spiegare questi casi, la ragione più comune è riconducibile allo svolgere l’attività fisica in modo troppo intenso e troppo presto. L’ossidazione o “bruciamento” del grasso corporeo durante l’attività fisica è controllata dall’attività degli enzimi ossidativi nel muscolo. 

Questi enzimi tendono a essere meno attivi in quelli che non svolgono attività fisica. Quando si intraprende l’attività fisica, il corpo impiega un po’ di tempo per aumentare l’attività di questi enzimi. 

Se svolgete attività fisica troppo intensa troppo presto, brucerete soprattutto zucchero, cioè glucosio e glicogeno depositato nel fegato e nei muscoli. L’esaurimento del glicogeno dopo l’attività fisica innesca una cascata che aumenta l’appetito. 

La soluzione a questo problema è aumentare il volume e la frequenza dell’attività fisica oppure, meglio, allenarsi a un livello di intensità che favorisce l’ossidazione dei grassi, salvaguardando le riserve di glicogeno muscolare esistenti.


Ossidazione proteica: un’altra cosa di cui preoccuparsi?

Gli effetti sulla salute dell’ossidazione dei lipidi o grassi sono ben noti, però esiste un’altra forma di ossidazione nel cibo e nel corpo che riguarda l’ossidazione delle proteine e degli amminoacidi, gli elementi costitutivi delle proteine. 



La ricerca sugli effetti dell’ossidazione proteica sulla salute è solo all’inizio e la rilevanza non è certa. Invece gli effetti fisici dell’ossidazione proteica negli alimenti proteici animali più diffusi, come il manzo, sono ben documentati. 

L’industria alimentare sta lavorando febbrilmente per trovare dei modi per combattere gli effetti dell’ossidazione proteica, che comprendono variazioni peggiorative nel sapore e nella consistenza degli alimenti proteici animali. 

Sfortunatamente, molte di queste tecniche usate per conservare questi alimenti sono in realtà fra le cause dell’aumento dell’ossidazione proteica, per esempio l’immagazzinamento prolungato, l’esposizione a troppo calore e troppa luce, la trasformazione degli alimenti.
Studi recenti hanno associato l’assunzione di alimenti con proteine ossidate a molti problemi di salute, che vanno dai disturbi cardiovascolari, al cancro, all’invecchiamento prematuro. 

Quando le strutture proteiche nel corpo si ossidano, la loro funzionalità può cambiare in peggio. 

Se gli enzimi digestivi si ossidano, gli alimenti proteici non sono digeriti completamente, causando problemi gastrointestinali. Anche gli amminoacidi possono ossidarsi, riducendo il valore biologico delle proteine ingerite. 

È comunque possibile usare alcune tecniche per minimizzare gli effetti negativi delle proteine ossidate. Prima di tutto, mangiare sempre alimenti freschi ed evitare l’immagazzinamento prolungato degli alimenti. 

Da evitare anche le cotture troppo lunghe e l’uso di fonti proteiche con molti grassi, cosa che può avviare una reazione metabolica a catena, con produzione eccessiva di radicali liberi e specie di ossigeno e azoto che possono causare reazioni di ossidazione delle proteine. 

Un po’ di ossidazione proteica negli alimenti è inevitabile e gli effetti del consumo a lungo termine di queste proteine ossidate non sono ancora stati determinati. 

Però alcuni studi indicano che possono essere coinvolte nella comparsa di malattie cerebrali e del diabete, due patologie in aumento in tutto il mondo.


Ultraquarantenni? Sfruttate la notte per aumentare la massa muscolare

Aumentare la massa muscolare è più difficile con il passare degli anni. 





Nel peggiore dei casi, l’attività fisica insufficiente può accelerare la perdita di massa muscolare, con conseguente riduzione della mobilità e aumento della mortalità. 

Le cause di questa perdita muscolare con l’età, oltre alla scarsa attività fisica, comprendono una carenza di ormoni anabolici, come testosterone e ormone della crescita, infiammazione sistemica che favorisce il catabolismo muscolare, e carenze di nutrienti come la vitamina D. 

Un’altra causa è l’insensibilità all’insulina dovuta all’invecchiamento, che è diversa dalla resistenza all’insulina associata al diabete. 

Solitamente la resistenza all’insulina da invecchiamento è correlata a uno stile di vita sedentario, con scarsa attività fisica. 

L’attività insulinica insufficiente causa una riduzione del flusso ematico nei muscoli. In questo caso può svilupparsi una patologia chiamata resistenza anabolica. 

La resistenza anabolica è caratterizzata dall’incapacità del muscolo di assorbire gli amminoacidi dalle proteine. 

La digestione e l’assorbimento delle proteine restano normali ma gli amminoacidi non riescono a entrare nel muscolo in quantità sufficienti per promuovere la sintesi proteica muscolare. Studi mostrano che l’attività fisica può essere molto efficace per alleviare la resistenza anabolica perché migliora il trasporto degli amminoacidi nel muscolo e aumenta anche la circolazione ematica nel muscolo.

Studi mostrano che gli anziani devono assumere quantità maggiori di proteine per ottenere livelli di sintesi proteica muscolare comparabili con quelli di chi ha meno di 40 anni. Un amminoacido fondamentale in questo procedimento è l’amminoacido ramificato leucina. 

L’assunzione giornaliera consigliata di leucina per gli anziani è circa 10 g al giorno, insieme a un’assunzione proteica di 2 g per chilogrammo di peso corporeo, superiore alla dose solitamente consigliata di 0,8 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo, che non ha mostrato di favorire la conservazione della massa magra durante l’invecchiamento. 

Studi recenti hanno mostrato che assumere la caseina prima di dormire favorisce maggiore sintesi proteica muscolare durante la notte. 

La caseina è adatta a questo scopo perché è una proteina a rilascio lento che dopo l’ingestione rilascia amminoacidi gradualmente nel corso della notte. 

Studi recenti mostrano che la caseina assunta la sera prima di dormire aumenta la sintesi proteica in chi ha meno di 40 anni. 

Uno studio molto recente ha scoperto che assumere la caseina la sera dopo l’attività fisica aumenta la sintesi proteica muscolare del 31% rispetto all’assumere solo la caseina senza svolgere attività fisica.






La Barbie Drug e la voglia di tintarella

L’abbronzatura molto scura è stata associata a salute e bell’aspetto, nonostante il fatto che dal punto di vista medico l’abbronzatura e le scottature sono i primi segni del danno alla pelle inflitto dalla radiazione ultravioletta, emessa dal sole o da strumenti come lampade e lettini solari. 



Alcune persone non riescono ad abbronzarsi senza bruciarsi e per loro nel corso degli anni sono stati sviluppati alcuni approcci cosmetici e farmacologici. Possono essere semplici cosmetici abbronzanti che colorano temporaneamente la pelle, oppure lozioni che reagiscono con gli amminoacidi presenti nella pelle per ravvivare il colore della pelle, creando però a volte una tinta della pelle innaturale. 

Alcune pillole contengono sostanze come la cantaxantina che colorano la pelle reagendo con la pelle appena sotto la sua superficie. 

Questo tipo di pillole abbronzanti ha una brutta reputazione a causa di alcuni effetti collaterali che possono colpire gli occhi. 

Altre pillole abbronzanti agiscono come agenti fotosensibilizzanti, aumentando l’intensità della luce UV naturale sulla pelle per accelerare il rilascio di melanina, il pigmento cutaneo che produce l’aspetto abbronzato della pelle.

Fra le innovazioni più recenti ci sono i farmaci che imitano l’effetto dell’ormone stimolante gli alfa-melanociti. Questi farmaci, come il Melanotan I e II, sono stati sviluppati per curare i problemi di fotosensibilità, permettendo una maggiore esposizione alla radiazione UV senza il rischio di scottature o comparsa del cancro alla pelle. 

Anche se sviluppate come farmaci ancora in fase sperimentale, queste sostanze sono vendute anche su internet e sono molto popolari. 

Una forma di questi farmaci è un potente stimolante sessuale in grado di causare erezioni immediate e di aumentare il desiderio sessuale degli uomini e delle donne. Tuttavia, questo farmaco può anche causare ipertensione o pressione ematica alta. 

Sebbene l’uso dei mimetici dell’a-MSH sia considerato sicuro entro determinati programmi standard di assunzione, il loro utilizzo ha causato alcuni casi di effetti collaterali gravi. Alcuni studi indicano che potrebbero favorire il melanoma, la forma più mortale di cancro alla pelle.

Un altro modo per contrastare l’accertato invecchiamento accelerato e i rischi di cancro correlato all’esposizione ai raggi UV è l’assunzione di alcuni antiossidanti. 

Questi nutrienti, quando combinati con procedure giudiziose impiegate per minimizzare il danno provocato dal sole alla pelle, come l’uso di schermi solari, possono fornire una protezione efficace contro gli effetti negativi dell’esposizione prolungata ai raggi UV.


Il sistema 3/7, un metodo di allenamento migliore?

Anche se spesso è detto che non c’è niente di veramente nuovo per quanto riguarda le innovazioni per l’allenamento, ovviamente non è vero. Sono costantemente sviluppati nuovi tipi di attrezzi e stili di allenamento. 



La comprensione che per aumentare la forza e la massa muscolare sono necessari tre fattori, cioè stress meccanico, danno muscolare e stress metabolico, ha aumentato l’attenzione sui metodi e sulle tecniche che soddisfano questi requisiti. 

Studi recenti mostrano che sollevare carichi pesanti può essere la soluzione migliore per chi partecipa a gare di sollevamento pesi olimpico o powerlifting, ma potrebbe non esserla per chi vuole costruire muscoli più grossi. 

Chi vuole aumentare costantemente la massa muscolare e la forza deve concentrarsi sull’intensità e non sulla quantità di carico usato. 

È possibile aumentare lo stress metabolico durante l’allenamento usando un numero più alto di ripetizioni, spesso con carichi più leggeri ma allenandosi fino all’incapacità muscolare completa. 

Non tutti però sono capaci di produrre questo livello di intensità. Per loro possono essere più adatte altre tecniche che aumentano lo stress metabolico. 

Una di queste tecniche è il sistema 3/7 sviluppato dai fisiologi francesi. 

Questo sistema prevede di aumentare da 3 a 7 le ripetizioni nel corso di cinque serie. Il segreto di questa tecnica sta nel riposare solo 15 secondi fra le serie. Ciò aumenta notevolmente lo stress metabolico imposto sui muscoli allenati e riduce anche considerevolmente il tempo di allenamento, facilitando le cose. Quando confrontato con gli stili di allenamento convenzionali, il sistema 3/7 ha prodotto maggiori guadagni di forza pur con meno tempo di allenamento.


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Ingerire caseina prima di dormire influenza i livelli di grasso corporeo?

Assumere caseina prima di andare a letto sembra aumentare gli effetti anabolici nel muscolo. 



Uno studio recente ha mostrato che anche l’allenamento con i pesi aumenta questi effetti negli uomini oltre i 40 anni, al punto di annullare la normale resistenza anabolica, ovvero la difficoltà di assorbire gli amminoacidi nei muscoli dopo i 40 anni. Gli uomini che usano questa tecnica serale mostrano effetti anabolici simili a quelli di ragazzi più giovani. 

La caseina, per chi non la conosce, è una delle due proteine principali presenti nel latte. La porzione proteica del latte è composta per l’80% di caseina e per il 20% di siero. 

Le loro proprietà di assorbimento sono diverse, in quanto il siero è assorbito velocemente dopo l’assunzione, la caseina invece caglia nello stomaco prolungando l’effetto dei suoi amminoacidi nel corso di circa 7 ore. 

Per questa ragione, spesso è consigliato di assumere la caseina poco prima di dormire, per godere di un’infusione intravenosa di amminoacidi nei muscoli per tutta la notte, favorendo effetti anabolici nei muscoli. 

Sebbene molti studi su uomini giovani e anziani abbiano confermato questo effetto, meno noto è il modo in cui assumere caseina poco prima di andare a dormire può influenzare il dimagrimento. Interferirà, per esempio, con i tentativi di ridurre il grasso corporeo in eccesso?

È su questo che si sono concentrati tre università che hanno presentato le loro scoperte all’assemblea ACSM. Lo studio ha somministrato 30 g di caseina o di un placebo a degli uomini sovrappeso, obesi, appena prima di dormire. 

Come spesso succede agli uomini e alle donne obese, questi soggetti erano tutti iperinsulinemici, cioè secernevano quantità maggiori di insulina a causa della resistenza all’insulina. 

Questo scenario è comune in presenza di obesità e solitamente è causato da un eccesso di cellule grasse troppo grandi che smorzano le interazioni con i recettori cellulari dell’insulina. 

Perciò, il corpo cerca di compensare producendo quantità extra di insulina. In assenza di dieta e attività fisica, ciò perpetua l’obesità, perché in caso di assunzione calorica superflua l’insulina agisce per promuovere il deposito delle calorie extra sotto forma di grasso nelle cellule grasse. 

Il punto è che poiché gli uomini dello studio stavano già secernendo insulina extra, erano anche più proni a guadagnare grasso. Assumere caseina prima di andare a dormire rafforza questo effetto?

Lo studio ha mostrato che assumere caseina la sera non ha avuto alcun effetto sulla sintesi di grasso corporeo, né ha smorzato l’uso del grasso come fonte di carburante negli uomini. 

Anzi, poiché la proteina produce un senso di sazietà o riduzione dell’appetito, è più probabile che gli uomini obesi che ingeriscono caseina prima di dormire si sveglieranno meno affamati che se non avessero ingerito la proteina. 

Ciò potrebbe fargli assumere meno calorie quando mangiano, con conseguente dimagrimento. La caseina integrativa migliore è la caseina micellare

Il motivo è semplice: è meno trattata rispetto alle forme più economiche spesso presenti in molti integratori proteici, come il sodio e il calcio caseinati. 

La forma micellare conserva i peptidi bioattivi naturali che il trattamento della caseina distrugge. 

Questi peptidi sono considerati apportare benefici come la riduzione della pressione ematica alta (funzionano in modo simile ai farmaci, detti ACE-inibitori, usati per curare l’ipertensione), esercitare proprietà analgesiche (antidolorifiche) e favorire la riduzione dell’appetito.




Stay tuned
Olympian's srl

10 novembre 2017

Massimizzare i risultati con l'acido cloridrico

Massimizzate i risultati con L’acido  presente  nello   stomaco è, per   il  vostro sviluppo, più  importante di  quello che  pensate.

di  Charles Poliquin.

  











Non  è vero  che  siete  quello che mangiate,  in realtà siete  quello  che assimilate!

I vostri muscoli  stanno  traendo  tutte  le  proteine   presenti  in  una   bistecca  di  400 grammi? 

Il sistema immunitario  gode di tutta  la protezione   antiossidante  data   dalle   vitamine   e  dai minerali  presenti nei frutti  e negli ortaggi biologici? Gli integratori  funzionano  bene  quanto promesso  dal produttore? C’è il 50%  di pro- babilità  che  la risposta  sia  “no”.  La ragione  è che  non  conta  cosa  mangiate o quali integratori  assumete, ma  quanto  ne  assimilate.

Questa  teoria  può  sembrare insolita ma  è  vera.  Ho  lavorato  con  tantissimi atleti  che  sembrano fare tutto  bene  nella dieta  e  nell’allenamento,  però  progrediscono poco in palestra. Spesso  il loro problema   origina  da  livelli  bassi   di  acidi dello   stomaco,   una   condizione    nota come  ipocloridria.

L’acido   gastrico   disgrega   il   cibo, modificandolo  chimicamente affinché  il corpo possa estrarre  i nutrienti necessari per la funzione  appropriata, compresi  il mantenimento   e   la   crescita   muscolari. L’acido  comincia  la  digestione delle  proteine nello stomaco  e poi stimola il pancreas a secernere enzimi digestivi e la cistifellea a rilasciare  bile nell’intestino tenue. L’acido deve anche  uccidere i batteri patogeni  che  entrano  nel corpo attraverso  il cibo.

Il test dell’acido
Nella  nostra  era  di abbondanza è difficile  immaginare che  le cellule  del  corpo possano  morire  d’inedia,  specialmente quando  consumiamo cibo  di alta  qualità  in quantità sufficienti. Eppure,  molte  nostre  abitudini ci impediscono di digerire  correttamente il cibo,  lasciando le cellule  deboli  per denutrimento.
Se l’acido cloridrico (HCl) è insufficiente, le proteine passano nell’intestino e marciscono invece di essere digerite.  Anche i carboidrati sono lasciati  a fermentare se il  pancreas  non  produce   abbastanza  enzimi  digestivi. Anche la digestione dei grassi dipende dallo stimolo del- l’acido sul pancreas a secernere lipasi  e sulla  cistifellea a produrre  bile. La cattiva  digestione di questi  macronutrienti  significa  cattivo assorbimento delle fonti energetiche  fondamentali. La carenza  di acido  gastrico  impedisce  l’assorbimento adeguato di minerali  essenziali come zinco,  manganese e  calcio  perché   non  possono  essere ionizzati.  Gli ortaggi delle  crocifere  sono noti per le loro proprietà  di disintossicazione dagli estrogeni  attraverso  la produzione  di diindolilmetano dall’indolo  3C,  però  questa estrazione non può verificarsi senza una quantità adeguata di acido gastrico.
La carenza  di acido gastrico  aumenta anche  il rischio di avvelenamento alimentare perché  è assente la difesa principale contro i batteri. È stato  mostrato  che  i farmaci   che   inibiscono   l’acido   gastrico,   come   Prilosec   e Tagamet,   possono   causare  un  incremento  dei  batteri gastrici  e delle infiammazioni.
La  carenza   di  acido  gastrico  non  diagnosticata è legata   a  molti  disturbi   neurologici   come  demenza e morbo di Alzheimer perché  queste malattie sono lega- te allo status dell’acido  folico e della  B12  (cioè,  niente acido  gastrico  niente  assorbimento di acido  folico e B12).  In realtà,  si può invecchiare per la sola carenza di acido  gastrico.  Ecco alcuni  dei sintomi  della  carenza di acido  gastrico:

1.  Gas nello stomaco  o nell’intestino nell’ora successiva un pasto
2.  Gonfiore poco dopo il pasto
3.  Alito cattivo
4.  Perdita  di gusto per la carne
5.  Nausea  dopo l’assunzione  di integratori
6.  Unghie fragili
7.  Cibo non digerito nelle feci
8.  Feci di odore ripugnante
9.  Mal di stomaco
10.  Scarsa  voglia di mangiare
11.  Accumulo  di estrogeni
12.  Acne rosacea
13.  Depressione

La diffusione crescente della carenza di HCl
Dopo aver seguito  molti seminari  funzionali  di medicina tenuti   da   esperti   di   digestione  come   il  dott.   Nigel Plummer  e il dott.  Jeff Baker, ho capito  quanto  è impor- tante  controllare  l’acido gastrico.  Nel solo Galles,  si calcola che oltre il 40%  della popolazione  adulta  abbia  una carenza  di acido cloridrico. Anche negli USA molti esperti calcolano  che  la deficienza colpisca  il 40-50% della popolazione. Alcuni gastroenterologi dicono  che  si tratta della malattia più sottodiagnosticata.
Da 4 anni  nei miei centri  di allenamento facciamo esami   regolari  dell’acido   gastrico.   In  questo   periodo ancora  non  ho visto un  solo uomo  oltre  i 40  anni  con livelli normali di
acido gastrico.  Alcuni di loro sono addirittura  acloridrici,   cioè   sono   quasi   senza   acido gastrico.
Le  cause   della   carenza   di  acido   cloridrico   sono molte,  per esempio  la deficienza di vitamina  B, il con- sumo  eccessivo  di carboidrati, l’ipotiroidismo,  le sensibilità  alimentari, l’infezione  di H. Pilori,  il consumo di  bevande   gassate  e  l’invecchiamento.  Tuttavia,   in realtà  la causa  più comune  di carenza  di acido  gastri- co è lo stress. Gli esperti  di stress  calcolano  che  oggi le  persone   sono  100 volte  più stressate  di  quanto   lo  erano   i nostri nonni.

Come si individua  una carenza  di HCl? Esistono  alcuni modi:

1.      Attraverso l’esame del sangue  o delle urine

2. Uno string  test in cui si ingerisce una cordicella per misurare  il pH dello stomaco,  non è un esame piacevole

3. Un esame del punto di riflesso sull’addome, 2-3 cm sotto lo sterno sul margine della parte sinistra della gabbia toracica

4. Una deficienza di zinco. Una quantità  insufficiente di questo minerale è associata all’ipocloridria

5. Presenza di righe verticali sulle unghie

6. Esame delle feci

7. Esami del profilo di amminoacidi

Infine,  c’è un piccolo  test  che potete  fare  a  casa,  però  prima  di farlo vi consiglio di parlare con un medico  specializzato in  medicina alimentare. Spesso  i medici  esperti di alimentazione prescrivono questo  esame  insieme  alla misurazione dello zinco.  È necessario un flacone di Betaine  HCl, a una potenza   di  200 mg  per  capsula. Ecco cosa fare:

Passo 1.     Fate un pasto solido (niente frullati) ricco di proteine.  Per esempio  una bistecca di 400 g e ortaggi.

Passo 2.    Mangiate metà delle proteine, circa 200 g della bistecca.

Passo 3.    Inghiottite una capsula da 200 mg di HCl.
Passo 4.    Mangiate l’altra metà della bistecca e gli ortaggi. 
Passo 5.    Aspettate 15 minuti. 
Passo 6.    Se l’acido gastrico  è normale,  vi sentirete  come se aveste bevuto una tazza di   caldo. Se non sentite niente avete bisogno di un integratore di HCl. Cosa dovete fare poi? A ogni pasto ripetete i passi da 1 a 6, aumentando la dose di una capsula a ogni pasto fino a che sentite la sensazione di bruciore. Quindi, se ci vogliono 5 pasti prima di sentire la sensazione di bruciore, avete bisogno in media di 4 capsule per pasto. Se assumete  7 capsule e non sentite bruciore, inter- rompete la prova, siete acloridrici!


Nel  corso  degli  ultimi  4  anni  nel  nostro  centro   di Phoenix abbiamo  eseguito  oltre 250 esami l’anno. In questo periodo, non ho visto nessuno che non avesse bisogno di almeno  una  capsula; in media  c’era bisogno  di 5 capsule.  Si migliora quando  si comincia  a sentire  un brucio- re  con  il primo  dosaggio  determinato. Per  esempio, se avete scoperto  che 5 capsule erano il fabbisogno  iniziale, 3 giorni dopo potreste scoprire  che  comincia  a bruciare, quindi  potete ridurre a 4 capsule insieme  a un pasto  soli- do regolare  ricco di proteine. E così via.

La maggior  parte  delle  persone  raggiunge  livelli normali  nel  giro di 8  settimane anche  se cominciano da  7 capsule,  per  qualcuno  però  sono  necessari  anche   18 mesi.  Ho due  clienti che  hanno  un bisogno  cronico  di 2 capsule. Perché?  Perché  nessuno dei due riesce  a ridurre lo stress;  uno è un pezzo grosso dell’edilizia,  l’altro è uno scrittore   affermato. Una  volta  interrotta l’assunzione   di HCl, molti  esperti  di medicina funzionale  consigliano  di assumere 2  g di  istidina  al  giorno  per  8  settimane per sostenere la produzione  di HCl (la Great Smokies Laboratories offre una serie di test per determinare la digestione  appropriata;  sono  molto  utili,
se  necessario dite  al vostro medico  di contattarli). Insieme  alla terapia HCl assumete un’ottima formula  multivitaminica perché può  accelerare la guarigione.  Accertatevi  che  il prodotto HCl contenga anche   il  probiotico  pepsina e  gli  enzimi digestivi   papaina  e  pancreatina  perché  esercitano  un effetto  sinergico  con  la terapia  HCl.

Uno degli effetti  positivi più comuni  sperimentati dai nostri  clienti  con  la terapia  HCl è il miglioramento del sonno. Perché? Perché  finalmente assorbono il magnesio integrativo che stanno assumendo.  I  minerali   necessitano di una carica elettrica per essere assorbiti.  È   necessario  sufficiente HCl per dare  questa carica  ai minerali.  Dopo  3  giorni  di  integrazione con HCl, un mio cliente, ex membro della  squadra olimpica  di bob ed ex membro   della  squadra  olimpica   di sollevamento  pesi,   è  passato  da  4 ore di sonno disturbato per notte  a 8 ore di sonno tranquillo.

Oltre ai protocolli HCl sopraddet- ti, ecco  alcuni  altri consigli  per normalizzare  i livelli di  acido  gastrico. Primo, evitate le bevande gassate. Secondo, evitate  i buffet  liberi,  sono la  fonte principale  di  patogeni   alimentari  in  america. Infine,  molte  erbe,  come  genziana, menta piperita  e zenzero o ginger, possono contribuire all’aumento dell’HCl,  sappiate però  che esistono   pochi studi  controllati  su questo  argomento.

Nel corso degli ultimi  4 anni  sono rimasto  stupito  di come  la  correzione  della  deficienza di  HCl ha  prodotto miglioramenti notevoli nel fisico e nella  forza e anche  in molti  altri  parametri della  salute. Cosa  interessante,  in quelli  che  si allenano  per la forza, spesso  questi miglioramenti   sono  associati a  guadagni   di  7-8  kg  di  massa magra  nel  giro di 2  mesi! Perché?  Perché  adesso  assorbono le proteine  e i minerali.

Se sospettate di avere una  carenza  di acido  gastrico, dovete affrontare  questo  problema con la massima urgenza. Non potete  usare  adeguatamente il cibo o gli integra- tori  se  non  potete disgregarli  per  l’assorbimento appropriato.  Non è vero che siete  quello che mangiate, in real siete quello che assimilate!

Charles  Poliquin  è uno dei più acclamati alle- natori per la forza del mondo. Ha allenato oltre
400 atleti olimpici tra cui nove vincitori di meda- glie alle Olimpiadi di Lillehammer, 60 giocatori di hockey professionisti e squadre  come i Chicago Bulls e  i Denver Broncos. Nato a  Ottawa,  in Canada,  è diplomato in fisiologia dell’esercizio.
Ha scritto più di 500 articoli sull’allenamento per la forza pubblica- ti nelle più importanti riviste e i suoi lavori sono stati  tradotti in numerose lingue.

Tratto da Olympian’s News / Iron Man Italia


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