2 luglio 2017

La dieta acida sta sabotando i risultati dell'allenamento?

Il fattore acido… sta sabotando i vostri guadagni muscolari?


Dal punto di vista alimentare, la crescita muscolare ha luogo quando i fattori anabolici predominano su quelli catabolici. I fattori anabolici comprendono un ambiente ormonale favorevole allo stimolo dei guadagni di forza e massa muscolare, come l'aumento dei livelli di testosterone e di ormone della crescita e un rilascio controllato di insulina al momento giusto. L'ormone catabolico principale, invece, è il cortisolo che è secreto dalla corteccia delle ghiandole surrenali, situate proprio sopra i reni. Una dieta ricca di proteine è essenziale anche per favorire l'anabolismo muscolare perché i componenti degli alimenti proteici, gli aminoacidi, sono direttamente coinvolti nella sintesi proteica muscolare. Inoltre, gli aminoacidi contribuiscono anche a limitare gli effetti del cortisolo.

     Il cortisolo è rilasciato quando il corpo si trova in condizioni di stress molto forte e, in questo senso, ha un ruolo protettivo: in presenza di un evento particolarmente stressante, come uno shock, una carenza di cortisolo può provocare persino la morte. L'attività fisica stessa è una forma di stress che, nelle condizioni giuste, risulta benefica. L'organismo reagisce all'allenamento rafforzando il sistema muscolare e quello cardiovascolare; d'altra parte, il corpo ha solo una capacità limitata di farlo e uno stress eccessivo può sopraffare le difese corporee, provocando una malattia. Così, il superallenamento è uno stress eccessivo che porta a una perdita muscolare, perché il corpo non riesce a far fronte a uno stress indotto di tale entità.

     Una causa meno nota della perdita muscolare che è comune fra molti bodybuilder comprende alterazioni nell'equilibrio corporeo fra acidi e basi. L'organismo funziona al meglio all'interno di un determinato range di pH, che è un indicatore dell'acidità. Ogni bodybuilder conosce bene il bruciore indotto da una serie intensa; esso è provocato da un accumulo di ioni idrogeno che segnala che la fine di quella serie particolare è vicina. In condizioni di acidità elevata gli enzimi muscolari addetti alla produzione energetica non riescono a lavorare e questo impedisce la contrazione muscolare. Il corpo, però, è influenzato anche dall'acidità sistemica.

     Sebbene l'acidità elevata si verifichi spesso in condizioni patologiche come attacchi cardiaci o collassi renali, ne esiste anche una forma più sottile che, spesso, non è riconosciuta immediatamente. L'acidità sistemica metabolica è legata alla dieta e, in particolare, a una rottura dell'equilibrio fra alimenti che innalzano l'acidità e cibi a base alcalina. La maggior parte degli alimenti ricchi di proteine, come anche i cereali e i prodotti derivanti dal grano, sono molto acidi. Le proteine generano acidità a causa della presenza di alcuni aminoacidi contenenti zolfo (metionina, cisteina e taurina). Lo zolfo presente in questi aminoacidi stimola la produzione di acido e, in particolare, di acido solforico altamente caustico.

     Normalmente, il corpo neutralizza l'acidità in eccesso grazie a vari tamponi, fra cui bicarbonato, fosfato e carnosina muscolare. Questo sistema tampone è rafforzato dall'assunzione di alimenti ricchi di minerali alcalini, quali potassio, magnesio e calcio. Gli alimenti alcalini sono principalmente frutta e verdura.

     Cosa accade quando si segue una dieta ricca di proteine e non si assumono alimenti alcalini? Studi mostrano che la maggior parte delle persone tende a seguire una dieta molto acida, principalmente perché non mangia abbastanza frutta e verdura. Invecchiando, la funzionalità renale declina; i reni sono l'organo principale di escrezione dell'acido in eccesso, di conseguenza molti anziani soffrono di uno stato di lieve acidosi cronica. Altri studi mostrano che anche le persone obese che seguono diete per perdere grasso corporeo sono portate a sviluppare questa acidosi lieve. Infatti, l'aumento dei livelli di acidità determinato da queste diete può causare una perdita muscolare che, a sua volta, provoca una riduzione del ritmo metabolico a riposo (e questo quasi sicuramente assicura la riacquisizione del grasso perso). Altri studi mostrano che la somministrazione di un agente tampone, come il bicarbonato di potassio, arresta la perdita muscolare; il modo migliore per ottenere questo effetto è mangiare più frutta e verdura.



     In risposta a un innalzamento del grado di acidità corporea, i livelli di cortisolo aumentano, portando a una disgregazione del tessuto muscolare. Quando gli aminoacidi rilasciati dai muscoli sono entrati nel sangue, essi si dirigono verso il fegato in cui sono convertiti in glutamina. I reni usano questa sostanza per sintetizzare ammoniaca, le cui molecole accettano facilmente i protoni acidi e sono, poi, secrete sotto forma di ioni ammonio. Questo provoca un'espulsione degli acidi e, quindi, una riduzione dell'acidità ematica. Questo è uno dei sistemi tampone principali del corpo, ma spiega anche la relazione fra acidità corporea elevata e perdita muscolare.

     Con l'invecchiamento, la situazione si aggrava poiché, spesso, negli anziani la funzionalità renale si riduce in media del 40%. Uno studio recente ha scoperto che negli anziani che mangiano più alimenti di tipo alcalino (come si determina dall'escrezione del potassio, uno dei minerali alcalini principali) la perdita muscolare è minore rispetto a quella di chi mangia solo cibi molto acidi. Gli autori suggeriscono che gli anziani che mangiano frutta e verdura, oltre a una dose sufficiente di proteine, evitano la perdita muscolare che provoca la fragilità.

     Un altro studio recente piuttosto interessante ha analizzato 1.136 donne giovani con età fra 18-22 anni per scoprire una qualche associazione fra la rottura dell'equilibrio acidi/basi e i fattori di rischio cardiovascolare. Lo studio ha scoperto collegamenti positivi fra l'assunzione di cibi altamente acidi e pressione del sangue elevata, aumento delle lipoproteine totali e di quelle a bassa densità e, sorprendentemente, persino un allargamento del punto vita, che è associato alla sindrome metabolica. Si è pensato che tali effetti fossero collegati a un aumento del livello di cortisolo indotto dall'assunzione di cibi molto acidi, associata a una perdita di minerali come citrato e calcio, che agiscono come tamponi nel corpo.

     Cosa significa questo per i bodybuilder che si allenano intensamente? Come ho osservato parlando delle diete povere di carboidrati, uno dei problemi maggiori delle diete ricche di proteine e povere di carboidrati è l'aumento dell'acidità. Alcuni ritengono che tali diete provochino una perdita muscolare che è, spesso, erroneamente attribuita alla carenza di carboidrati. La causa, però, non sono i carboidrati, ma l'acidità elevata che favorisce un aumento del cortisolo.

     La cura è semplice: mangiate più frutta e verdura. Chi non lo fa dovrebbe assumere una quantità sufficiente di minerali alcalini, quali magnesio, potassio e citrato, per bilanciare l'acidità elevata provocata dalla dieta ricca di proteine. Tuttavia, è molto meglio mangiare più cibi alcalini, perché essi forniscono anche altri nutrienti come le fibre che sono, spesso, carenti nelle diete ricche di proteine.

Jerry Brainum

Tratto da Iron Man Italia 2008

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1 luglio 2017

Alla scoperta della glutammina peptide


Glutammina peptide
a cura del dott. Massimo Buonavita e della Dott.ssa Elena Marazzo
Unità Legale e Unità Scientifica di Total Quality Food Consultants S.r.l.
Pubblicato su Olympian's News n.54 all rights reserved


La glutammina è un aminoacido chiave per il metabolismo dei composti azotati. Scoperta come nutriente per migliorare le condizioni di pazienti alimentati per via parenterale, le sue proprietà sono state rivalutate anche per migliorare le performance non solo di sportivi e atleti professionisti, ma anche di tutte le persone che, a livello amatoriale, svolgono un’attività fisica più o meno costante ed impegnativa.
Sebbene le ricerche continuino, ormai è stato accettato che una sua supplementazione possa favorire il recupero dopo un’intensa attività fisica, aiutando il tessuto muscolare a ripristinare i livelli delle riserve impiegate per far fronte allo sforzo.
Nell’esposizione che segue, faremo alcune considerazioni generali sugli aminoacidi, categoria cui la glutammina peptidica appartiene.
Illustreremo quindi le caratteristiche chimiche peculiari della glutammina, e ci soffermeremo sulle sue proprietà specifiche, con particolare riferimento al bilancio dell’azoto, ai modi con cui assumerla e alla sua “essenzialità”, per poi terminare con alcune considerazioni sui dosaggi.

Caratteristiche chimiche degli aminoacidi
Gli aminoacidi sono composti azotati costituiti in generale da:
• un gruppo aminico (indicato con -NH2)
• un gruppo carbossilico con proprietà acide (indicato con -COOH)
• un gruppo caratteristico (indicato con -R)
tutti i gruppi sono legati allo stesso atomo di carbonio detto “carbonio alfa” (Ca) come si vede in Fig. 1.

Fig. 1 Rappresentazione schematica di un aminoacido, con evidenziati il gruppo amminico e il gruppo acido
Per la prerogativa di possedere la medesima disposizione nello spazio dei gruppi legati al Ca, gli aminoacidi di tutti gli animali e dei vegetali sono stati inclusi nell’insieme denominato “serie L” o “serie naturale”. Questo è il motivo per cui si parla di L-glutammina, L-arginina, L-leucina, ecc. Le proprietà biochimiche degli aminoacidi sono determinate in maniera decisiva dalle caratteristiche delle catene laterali che essi portano legate.
Gli aminoacidi si combinano fra loro tramite ciò che i chimici definiscono “legame peptidico”, formando delle catene lineari con lunghezza variabile da due elementi (dipeptidi), alcuni (oligopeptidi) e molti (polipeptidi). Generalmente, comunque, con il termine “peptide” si intende una sequenza costituita da due fino a 80 aminoacidi circa, a differenza delle proteine che invece di media ne contengono alcune centinaia.
La L-glutammina è un aminoacido non essenziale, estremamente abbondante nei muscoli e nel plasma, la cui forma strutturale è riportata in Fig. 2.


Fig. 2 Rappresentazione della formula chimica della glutammina.

Bilancio dell’azoto e glutammina
Nell’uomo, il “bilancio dell’azoto”, definito come l’equilibrio chimico esistente tra la velocità di sintesi e velocità di degradazione dei composti azotati, è negativo, intendendo con ciò che tali composti vengono comunque espulsi dall’organismo anche in stati carenziali della dieta a causa del fatto che, al contrario di quanto accade per gli zuccheri e per i lipidi, non esistono polimeri di riserva per i composti azotati.
L’uomo, quindi, per poter ricavare il materiale per costruire le proteine, gli acidi nucleici e altri importantissimi composti, dipende per la sua sopravvivenza dalle proteine introdotte con il cibo. È certamente vero che esistono dei sistemi di riciclo che permettono di recuperare, ad esempio, alcuni aminoacidi, ma è altrettanto vero che essi vengono ricavati dal tessuto muscolare.
Il ricambio delle proteine e degli enzimi è un processo continuo, che segue un preciso equilibrio, secondo le esigenze cellulari del momento. I meccanismi di regolazione, tramite specifici segnali che il nucleo riceve e ritrasmette, attivano l’espressione di alcuni geni e l’inibizione di altri. Tra questi vi è la glutammina, che influisce sull’equilibrio dell’azoto cellulare nel tessuto del muscolo scheletrico, aumentando la velocità di sintesi proteica e diminuendone la velocità di degradazione. Quando tale aminoacido raggiunge una concentrazione intracellulare adeguata, si ha l’avvio della divisione cellulare.
Lo scopo per un atleta di utilizzare integratori di aminoacidi, non essenziali, in quanto perfettamente sintetizzabili dalle cellule come la glutammina, è l’aumento della massa muscolare. Per fare ciò occorre attivare le vie anaboliche di sintesi proteica, spostando il bilancio dell’azoto da uno stato negativo ad uno positivo. La glutammina è una sostanza fondamentale per tali processi, in quanto essa svolge un ruolo fondamentale nella duplicazione cellulare e l’organismo ne può produrre solamente in quantità limitata.
Da alcuni studi scientifici eseguiti su atleti, inoltre, è stato rilevato che la demolizione delle proteine avviene comunque (specialmente nel periodo del digiuno) e che l’esercizio fisico di resistenza diminuisce l’intensità di tale fenomeno.
Vogliamo qui puntualizzare che, al fine di ottenere migliori risultati, la “risposta anabolica”, ovvero la crescita muscolare, avviene solamente seguendo una dieta bilanciata, in cui compaiono tutti gli aminoacidi necessari e soprattutto quelli essenziali. In tale contesto, potrebbe essere conveniente utilizzare un integratore alimentare, il cui scopo è proprio quello di sopperire ad un aumentato fabbisogno di determinati nutrienti.
Per quanto siano ancora in fase di verifica e di approfondimento, pare che il miglior momento per utilizzare un integratore a base di glutammina sia la fase di riposo successiva a quella di allenamento. È stato infatti osservato un aumento della sintesi del glicogeno muscolare probabilmente indotto da questo aminoacido. Ciò ci porterebbe alla conclusione che, dopo l’allenamento, una buona strategia per ottenere una maggiore sintesi proteica e di glicogeno muscolari, potrebbe essere un’alimentazione completa (contenente quindi anche vitamine e sali minerali) ricca di carboidrati e alcune proteine.

Integratore “condizionatamente essenziale”
Si è cominciato a utilizzare la glutammina come ingrediente negli integratori alimentari in seguito alla scoperta che essa aveva la proprietà di limitare la velocità delle reazioni proteolitiche in pazienti traumatizzati e in stato di stress fisiologico.
In un certo senso, anche un’intensa attività sportiva o fisica crea degli scompensi a livello muscolare e il ragionamento per cui si potrebbe concludere che la glutammina possa tornare utile anche a soggetti sanissimi, come gli atleti che eseguono performance di potenza e che necessitano quindi di grosse masse muscolari, con lo scopo di mantenere uno stato anabolico cellulare.
I programmi di esercizio fisico intenso e frequente, infatti, spesso producono nell’atleta uno stato di deficienza energetica che solitamente si accompagna alla demolizione delle proteine del tessuto muscolare, provocando un calo della massa così faticosamente guadagnata.
Il 60% di glutammina libera nell’organismo umano è contenuta nel tessuto muscolare. Durante l’attività fisica, specialmente se intensa e prolungata, si ha un calo drastico nella concentrazione plasmatica di tale importante aminoacido. Essendo inoltre un fattore estremamente importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario, si è ipotizzato che l’aumento di infezioni del tratto respiratorio superiore in atleti professionisti fosse dovuto proprio ad un suo consistente calo dopo la performance.
La glutammina può quindi seguire due vie metaboliche completamente diverse: o innescare i processi anabolici (per esempio la sintesi proteica, la divisione cellulare), oppure essere utilizzata dai linfociti. A questo punto l’organismo, per sopravvivere in situazioni di stress, si trova a dover scegliere tra l’efficienza immunitaria e l’avere una massa muscolare possente. La richiesta di glutammina sia plasmatica sia muscolare, quindi, aumenta notevolmente e la velocità di ri - sintesi cellulare e non è in grado di far fronte a quanto viene consumato. La glutammina, allora, è stata classificata come amino acido “condizionatamente essenziale”, poiché l’aumento di un suo apporto ha la funzione di ripristinare l’attività immunitaria senza demolire le “riserve” immagazzinate nelle proteine muscolari.
Occorre però ricordare che gli integratori alimentari sono creati con il preciso scopo di complementare una dieta altrimenti sbilanciata nell’apporto di alcuni nutrienti, per cui non è possibile pensare che per raggiungere un determinato risultato sia sufficiente utilizzare qualche miscela “miracolosa”.
Il vero atleta, quindi, segue con disciplina il programma di esercizi fisici previsti, intervallandoli con un adeguato riposo e alimentandosi con pasti frequenti, facendo attenzione alle sue precise esigenze fisiologiche, che possono implicare anche stati carenziali di sostanze non essenziali come la glutammina. È altresì importante notare che le esigenze fisiologiche per i nutrienti variano nel tempo, per cui occorre sapere qual è il momento in cui il muscolo ne ha maggior bisogno.

Fonti di glutammina peptidica
In commercio esistono molti prodotti contenenti glutammina. Spesso ciò che viene definito in etichetta “glutammina peptidica” non è altro che un frammento proteico ottenuto da proteine presenti in altri alimenti (come il grano o il latte). Solamente tramite un processo di idrolisi completa si ottengono i peptidi di migliore qualità, in quanto pare che un frammento con lunghezza inferiore sia maggiormente digeribile rispetto a quelli più lunghi e quindi possieda una migliore qualità nutrizionale.
Le proteine da cui si ricava la glutammina peptidica possono essere di origine vegetale (glutine, soia) o di origine animale (caseine, siero di latte). In Tab. 1 abbiamo confrontato l’apporto di glutammina rispetto alle diverse tipologie di materie prime.
Materia primaStima del contenuto di glutammina
Glutine
Caseina, sieroproteine (*)
30 %
3 - 10 %
Tab.1 Confronto del contenuto di glutammina tra diverse tipologie di materie prime
(*) Le proteine animali apportano principalmente un altro aminoacido, il glutammato (Glu) (Fig.3), che può seguire vie metaboliche diverse, di cui una è la sua conversione in glutammina (Gln) ad opera dell’enzima glutammina sintetasi secondo la reazione:
NH3 + Glu + ATP —> Gln + ADP + Pi
Tale reazione avviene frequentemente nelle cellule ed è di notevole importanza, in quanto fa parte del sistema di trasporto dell’ammoniaca, che in forma legata perde la sua citotossicità. Si pensi, ad esempio, che il 90% dell’azoto dell’organismo viene rilasciato sotto forma di glutammina.



Fig. 3 Rappresentazione della formula chimica del glutammato.
Sono ancora molte le opinioni sulla forma chimico-fisica ottimale della glutammina da utilizzare come ingrediente per gli integratori. Sicuramente vi sono notevoli difficoltà per quanto riguarda la sua stabilità sia quando essa si presenta come polvere, sia soprattutto sciolta nei liquidi. Mentre nel secondo caso la trasformazione di glutammina in glutammato per reazione con l’acqua è praticamente inevitabile, nel primo caso si è pensato di creare sistemi più stabili, come, appunto, i peptidi. Pare infatti che la glutammina legata possa garantire una migliore durabilità.

Dosaggi consigliati e uso
La dose giornaliera di glutammina consigliata dai produttori è di 1.0 g circa. Alcuni ricercatori hanno indicato dosaggi molto superiori a questo per evitare un calo nella concentrazione di glutammina plasmatica (circa 0.1 g per kg corporeo) in seguito ai risultati ottenuti. Tuttavia, è consigliabile seguire le modalità d’uso e le indicazioni riportate in etichetta, per evitare danni alla salute.
In alcuni soggetti, per esempio, un dosaggio eccessivo ha procurato problemi gastrointestinali. Circa l’uso prolungato per dosi superiori ad 1.0 g/die, non vi sono dati disponibili, ma gli integratori di aminoacidi generalmente sono controindicati per le persone affette da disordini renali, a causa dell’aumento nel carico del metabolismo azotato.
Per questo il Ministero della salute ha stabilito di riportare una simile avvertenza sull’etichettatura degli integratori di aminoacidi, che tra l’altro ne sconsigli l’uso prima dei 12 anni di età e durante la gravidanza.

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7 giugno 2017

Tessuto Connettivo: Cosa sono i glicosamminoglicani?


Glicosamminoglicani
di Elzi Volk
thinkmuscleusa
 
Cosa sono i glicosamminoglicani?
 
Stefano Travaglini Campione Italiano assoluto NBFI 2016 e WNBF PRO
Portavoce 2016/2017 della Olympian's srl www.olympianstore.it
 
 
 
I proteoglicani sono molecole molto grandi composte di proteine con attaccate catene di polisaccaridi dette glicosamminoglicani (GAG) (vedere la parte 1). Le catene GAG contengono unità ripetitive di zuccheri modificati: uno o due zuccheri (glucosammina e galattosamina) e un acido uronico. Molte di queste catene sono attaccate a una proteina centrale e sono chiamate collettivamente monomero proteoglicano (PG). Provate a immaginare uno scovolino, le spatole sono i GAG. Il peso molecolare di un monomero PG può essere un milione. Nella cartilagine articolare, fino a cento di questi monomeri possono legarsi a una catena di acido ialuronico per formare un aggregato PG. Il peso molecolare di un aggregato può arrivare a 100.000.000.
I GAG più importanti sono classificati secondo le sottounità saccaride-acido uronico:
  • Acido ialuronico (HA), non solforato, è una molecola grande presente nel liquido sinoviale delle articolazioni.
  • Dermatansolfato, un GAG relativamente piccolo, largamente diffuso nel corpo (pelle, vasi ematici e valvole cardiache). È presente in piccole quantità nelle cartilagini e nel tessuto connettivo denso.
  • Condroitinsolfato (CS), una molecola molto grossa, spesso aggregata all'HA. La CS è il GAG più abbondante nel corpo, si concentra soprattutto nelle cartilagini, nei tendini e nei legamenti.
  • L'eparina è un elemento intracellulare delle mastocellule ed è presente nel fegato, nei polmoni e nella pelle. Clinicamente è usato come anticoagulante e agente di eliminazione dei lipidi.
  • Il cheratansolfato è presente insieme alla condroitinsolfato in molti tipi di tessuto connettivo, compresa la cartilagine.
Con l'eccezione dell'acido ialuronico, le unità GAG sono solforate e, di conseguenza, con forte carica negativa (a causa dell'alta densità di SO 4 - e COO-), ciò permette l'attrazione e la cattura dell'acqua. La natura di alta densità di cariche negative determina le proprietà fisiche dei PG. A causa della loro forte attrazione per l'acqua, i PG sono viscosi, ideali per la lubrificazione delle articolazioni. Le cariche si respingono l'una con l'altra, questo dà loro una struttura aperta e riempie gli spazi. Queste caratteristiche biochimiche contribuiscono alle proprietà meccaniche dei PG nella cartilagine articolare, come l'assorbimento e la distribuzione del carico di compressione, e proteggono le strutture nelle articolazioni dal danno meccanico. I PG trasportano due o più tipi di catene GAG, la cui dimensione e composizione cambiano secondo le specie, l'età o le malattie. Le parti 2 e 3 di questa serie hanno discusso delle alterazioni nel tessuto connettivo durante il processo di invecchiamento e in alcune patofisiologie, dovute a deficit nutrizionali, abuso, infiammazione, diabete e molti farmaci (vedere le parti 2-3). Dopo la secrezione da parte dei condrociti e dei fibroblasti, i PG sono lentamente ma continuamente avvicendati (vedere la parte 1). Nella parte 1 abbiamo detto che i meccanismi di ricambio dei PG devono essere sincronizzati con la sintesi affinché il contenuto di PG sia mantenuto a un livello costante. Poiché i PG contribuiscono a regolare la sintesi di collagene da parte delle cellule del tessuto, la perdita sostenuta di PG può precedere una grossa perdita di collagene.
Poiché i PG contribuiscono a
regolare la sintesi di collagene
da parte delle cellule del
tessuto, la perdita sostenuta
di PG può precedere una
grossa perdita di collagene.
Come detto precedentemente (parte 2), gli animali sono un modello importante per la ricerca sul tessuto connettivo (CT). Perciò, la gran parte della nostra conoscenza del metabolismo e della fisiologia del CT origina dagli studi sugli animali e in vitro. Spesso ottenere tessuto CT umano intatto per gli studi istologici e biochimici è proibitivo. Comunque, tessuti CT umani intatti per gli studi sono stati ottenuti dai cadaveri freschi o da pazienti che hanno subito interventi chirurgici ortopedici. Alcuni studi hanno usato le concentrazioni nell'urina di indici biochimici per misurare la disgregazione di collagene nell'attività fisica 1 . Benché meno predominanti nella letteratura, è possibile usare come indici le misurazioni dei metaboliti PG nella cartilagine, però è necessaria l'estrazione del liquido articolare 2 .
Probabilmente, questi indici indiretti non sono attendibili come gli studi sul tessuto reale; perciò, gli studi sul CT umano in vivo si basano soprattutto su casi clinici. Inoltre, problemi metodologici hanno compromesso la letteratura sul CT umano. Perciò, è necessario usare molta attenzione nell'interpretazione e nell'estrapolazione della letteratura.

Agenti condroprotettivi
Una modalità recente non convenzionale per alcuni infortuni e malattie al CT, è un gruppo di sostanze naturali chiamate agenti condroprotettivi (CA). Spesso raggruppati in una categoria più grande di sostanze dette "nutriceutici", questi agenti sono anche non farmaci. Poiché la letteratura su queste sostanze è stata contraddittoria, la maggior parte dei medici e dei terapeuti esperti di malattie e riabilitazione del CT non ha riconosciuto i benefici dei CA. Anche se le notizie di CA che da soli possono curare le malattie delle articolazioni o prevenire completamente gli infortuni sono sicuramente non attendibili, possono comunque rivelarsi una terapia aggiunta efficace. Raggiungere e mantenere il controllo di altri fattori, come il controllo del peso e le variazioni nella dieta, è un'azione cruciale. Inoltre, è possibile inserire altre modalità, come la fisioterapia, la termoterapia e i farmaci appropriati, insieme ai fattori e ai CA sopraddetti. I vari CA disponibili sono discussi qui con riferimento ad altre modalità dove applicabili.
Cosa interessante, i CA sono usati
a scopo veterinario da molti
decenni. Solo negli ultimi 10 anni
queste sostanze sono state
studiate per la terapia umana.
Quasi tutta la ricerca sull’uomo si
concentra sull’osteoartrite (OA),
interessandosi poco, o punto,
di altri CT, come i problemi ai
legamenti e ai tendini.
Cosa interessante, i CA sono usati a scopo veterinario da molti decenni. Solo negli ultimi 10 anni queste sostanze sono state studiate per la terapia umana. Quasi tutta la ricerca sull'uomo si concentra sull'osteoartrite (OA), interessandosi poco, o punto, di altri CT, come i problemi ai legamenti e ai tendini. Al momento, alcuni veterinari stanno usando i CA come modalità aggiunta per gli infortuni ai tendini e ai legamenti dei cavalli.
Speriamo che queste cure siano alla fine studiate anche nell'uomo. Fino ad allora, l'estrapolazione della letteratura sui CA per il metabolismo dei tendini e dei legamenti è limitata.
Molte classi di sostanze sono chiamate CA, ognuna ha struttura ed efficacia diverse. La ricerca sull'OA si concentra soprattutto sulla disgregazione prolungata della cartilagine e sullo stimolo per la rigenerazione della cartilagine, con concomitante riduzione di sintomi come dolore, rigidità ecc. È possibile somministrare queste sostanze iniettandole nell'articolazione (intra-articolare), intramuscolo (nel muscolo) oppure oralmente. Qui sono discusse alcune delle sostanze somministrate nell'articolazione e nel muscolo, comunque l'accento sarà posto sulle sostanze somministrate oralmente.
Pentosano polisolfato
Il pentosano polisolfato (PPT) è un prodotto sintetico tratto dall'albero faggio. Come polisaccaride polisolfato, è simile all'eparina. Anche se alcuni "guru" sportivi consigliano il suo uso per gli atleti con infortuni al CT, l'uso umano del PPS è approvato negli USA solo per la cura della cistite interstiziale (infiammazione della vescica) 5 . È usato clinicamente qui e in Europa come agente anti-trombosi.
Alcuni studi hanno mostrato alcuni benefici nella cura dell'OA negli animali, però i risultati sono inconcludenti a causa del metodo di somministrazione. Le iniezioni intra-articolari di PPS hanno ridotto la perdita di acido ialuronico indotta da iniezioni intra-articolari concomitanti di idrocortisone nella cartilagine articolare dei conigli 3 . Inoltre, le iniezioni intra-articolari di PPS hanno ridotto l'erosione della cartilagine nei canidi con OA indotta artificialmente 4 . Comunque, nell'uomo si sono verificati molti casi di trombocitopenia indotta da PPS, una condizione con numero anormalmente piccolo di piastrine nel sangue e che può causare l'ictus 6,7 . La letteratura indica che il PPS può indurre questa condizione se il metodo di somministrazione è intramuscolo o sottocute e indifferentemente dalla dose (di profilassi o curativa). Anche se la letteratura non esamina la sicurezza delle iniezioni intra-articolari di PPS, questa può essere l'unica strada sicura di somministrazione per curare l'OA.
Ialuronato
Il sodio ialuronato (HA) è un polisaccaride con grande peso molecolare creato dalla fermentazione batterica. Differisce da altri GAG in quanto non è solforato. Ricordatevi, dalle parti 1 e 2, che il liquido sinoviale normale contiene acido ialuronico come sostanza naturale di lubrificazione e ammortizzazione. È anche un elemento integrante dei PG della cartilagine articolare.
Da lungo usati nella cura dell'OA nei cavalli, l'HA e i suoi derivati sono stati anche somministrati per la cura dell'OA nell'uomo. Essendo usato clinicamente da molti decenni in Europa, la maggior parte degli studi sull'HA origina da lì. Poiché l'HA non è ben assorbito oralmente, le iniezioni intra-articolari di HA molto purificata puntano a ripristinare le proprietà liquide della matrice extracellulare nelle articolazioni artritiche. Anche se i meccanismi di azione non sono chiari, gli scienziati pensano che l'HA moduli molte funzioni cellulari riducendo così la risposta infiammatoria e del dolore 8 .
Glicosamminoglicani polisolfati (Arteparon)
In Europa, un gruppo di GAG condroitina sovra-solforato è studiato e usato largamente da molti decenni. Arteparon è il nome commerciale per il glicosamminoglicano polisolfato usato più comunemente nella somministrazione umana, laddove l'Adequan è usato per i casi veterinari nei cani e nei cavalli. Solitamente l'Arteparon è somministrato intra-articolazione, però anche la strada intramuscolare ha dimostrato di essere terapeutica. Molti studi clinici hanno dimostrato l'efficacia dell'Arte-paron nella cura della calcificazione della cartilagine, della condromalacia (ammorbidimento della cartilagine) e di altre malattie degenerative delle articolazioni. I meccanismi proposti comprendono effetti anabolici (maggiore sintesi di PG e collagene) e anticatabolici (inibizione degli enzimi degenerativi e dei medi infiammatori).
Quando i GAG sono iniettati nell'articolazione, agiscono velocemente e la riduzione del dolore può verificarsi dopo pochi giorni. Comunque, la cura con le sostanze sopraddette necessita di molte (3-5) iniezioni settimanali per molte settimane. Di conseguenza, il trattamento che utilizza questo metodo di somministrazione richiede molte visite in ambulatorio e ha un costo alto. In alternativa, la somministrazione orale di GAG (glucosammina e condroitina solfato) può offrire una modalità meno costosa e di facile somministrazione per gli infortuni e le malattie degenerative delle articolazioni.
Glucosammina
Fino a poco tempo fa, i medici si sono affidati principalmente all'alleviazione dei sintomi per ripristinare una certa mobilità e funzionalità nei pazienti affetti da OA e altre malattie degenerative articolari. Generalmente, la cura convenzionale prevede farmaci antinfiammatori non steroidei (NSAID) o corticosteroidi. Comunque, come discusso nella parte 3 di questa serie, l'uso di questi farmaci non è privo di effetti collaterali. Inoltre, la ricerca ha mostrato che l'uso a lungo termine di queste sostanze può inibire la sintesi di collagene e di GAG, smorzando il meccanismo di riparazione. La ricerca di nuove cure si è concentrata sulle sostanze che potrebbero incrementare la sintesi e inibire il catabolismo degli elementi della matrice. Sono stati presi in considerazione anche il costo e la facilità di somministrazione. Un numero crescente di ricerche e di studi clinici afferma che i GAG orali (glucosammina e condroitina solfato) possono essere probabili candidati. La glucosammina (GA) è un ammino-zucchero naturale sintetizzato dai condrociti a partire dal glucosio. La maggior parte dei GAG (eparina, ialuronato, cheratansolfato) contiene glucosammina. Inoltre, la GA si converte facilmente in galattosammina (tramite gli enzimi), presente nella condroitina e nel dermatansolfato. Poiché la disponibilità della glucosammina è il fattore limitante nella sintesi dei GAG e dei PG, la maggiore disponibilità di GA può incrementare la sintesi di queste macromolecole. Probabilmente, la maggiore sintesi di GAG e di PG può annullare o magari rovesciare alcune delle degradazioni che si verificano con gli infortuni e le malattie articolari.
A differenza di altri GAG, gli studi hanno usato metodi di somministrazione intramuscolare, endovena e orali per la somministrazione di GA nei modelli animali anni prima degli studi sull'uomo. Allo stesso modo, l'uso veterinario di GA nei canidi e negli equini è comune da decenni. Molti autori riscontrano un'efficacia buona o addirittura eccellente dei GAG per la cura dell'OA e di altre malattie articolari degenerative in queste specie animali 9-11 .
I risultati dalle prove sull'uomo dimostrano che la GA può produrre una riduzione graduale e progressiva del dolore articolare oltre a un incremento della mobilità e della funzionalità dell'articolazione, senza tossicità 12,13 . Infatti, alcuni studi mostrano che la GA può essere uguale al trattamento con alcuni NSAID per quanto riguarda il controllo dei sintomi, però con meno effetti collaterali 14,15 . In base a molti studi recenti a breve termine, ci sono sempre più prove che indicano che la GA può fornire benefici terapeutici per i soggetti affetti da OA.
Molte delle informazioni disponibili sull'assorbimento, sulla biodisponibilità e sull'efficacia nei modelli animali, hanno poste le basi per la farmacocinetica e gli effetti terapeutici nell'uomo. La GA somministrata sotto forma di sale (idrocloruro, solfato o idroiodide) è ben assorbita negli animali e nell'uomo 16,17 . Inoltre, gli studi mostrano che la farmacocinetica della GA nell'uomo non differisce molto da quella nelle cavie e nei cani. Nell'uomo, circa l'87% della GA marcata radioattivamente e somministrata oralmente è stata assorbita con biodisponibilità del 26% dopo il metabolismo di primo passaggio. La GA marcata radioattivamente assorbita dall'intestino è ben distribuita nel plasma e successivamente nei tessuti del corpo. La cartilagine articolare è uno dei tessuti con le concentrazioni più alte.
Condroitina solfato
La condroitina solfato (CS) è presente in molti tessuti nel corpo come tendini, ossa e cornea oculare. Inoltre, la CS è il GAG più abbondante nella cartilagine articolare. La CS ha dimostrato in vitro di inibire molti enzimi degradanti che distruggono la cartilagine ed esibisce attività antiinfiammatoria. Perciò, gli autori ipotizzano che la CS abbia un effetto protettivo piuttosto che un effetto anabolico come visto per la GA.
Come negli studi sulla GA, la CS ha dimostrato in prove cliniche di incrementare il movimento oltre a ridurre il dolore e l'uso degli NSAID nei pazienti affetti da OA 23-25 . Come nel caso della GA, la risposta terapeutica alla CS è graduale e si manifesta settimane dopo l'inizio della terapia. I GAG esogeni necessitano di periodi di trattamento prolungati perché le sostanze devono entrare nel metabolismo della cartilagine articolare. Ciò nonostante, dopo l'interruzione del trattamento i miglioramenti clinici persistono. Inoltre, i pazienti sperimentano pochi effetti collaterali.
I risultati dalle prove sull’uomo dimostrano
che la GA può produrre una riduzione
graduale e progressiva del dolore articolare
oltre a un incremento della mobilità e della
funzionalità dell’articolazione, senza tossicità.
La letteratura sugli studi sulla biodisponibilità è contraddittoria. Baici et ali hanno sperimentato statisticamente poche variazioni nella concentrazione ematica di GAG dopo la somministrazione orale di CS nell'uomo 18 . Tuttavia, la validità della metodologia usata nello studio di Baici et ali è stata messa in dubbio 19 . Conte et ali hanno dimostrato in due studi, uno dei quali ha usato la CS marcata radioattivamente, che nelle cavie e nei cani era assorbito il 70% delle dosi orali 20,21 . La radioattività è stata associata a sostanze polisaccaridi con massa alta, intermedia e bassa. Poiché la CS è una molecola grande, gli autori ipotizzano che sia assorbita parzialmente nell'intestino dopo la digestione, con una preferenza per l'assorbimento delle molecole più piccole 21,22 . Conte et ali hanno anche dimostrato un incremento (10-20%) dopo 2-3 giorni del livello ematico in stato neutro di CS, quando somministrata giornalmente a soggetti umani 21 . Dopo 5 giorni di somministrazione giornaliera della CS, sono stati riscontrati nei campioni di liquido sinoviale tratti da soggetti umani incrementi dello ialuronato e variazioni nella dimensione dei GAG. Questi risultati dimostrano che i polisaccaridi che originano dai GAG orali sono incorporati nei tessuti.
Sinergia fra GA e CS
Anche se gli studi parlano di benefici dati dall'uso dei due GAG singolarmente, alcuni autori ipotizzano che combinare i due GAG sia sinergico. Poiché la glucosammina e la condroitina solfato hanno meccanismi di azione positivi ma diversi, combinare queste sostanze produce una risposta sinergica nella cartilagine articolare. Usando i due GAG insieme:
  • sarà stimolato il metabolismo dei condrociti e dei sinoviociti,
  • saranno inibiti gli enzimi degradanti.
Di conseguenza, l'uso concomitante di entrambi i GAG può tradursi in un incremento netto nella sintesi della cartilagine, rallentando perciò la progressione dell'OA e diminuendo anche i sintomi della malattia. Molti studi sia sull'uomo sia sugli animali hanno somministrato CS e GA combinati, però non sono stati fatti confronti con i GAG somministrati singolarmente. Gli studi pubblicati disponibili offrono risultati promettenti di miglioramento dei sintomi dell'osteoartrite grazie al trattamento con GAG esogeni. Tuttavia, all'evidenza si contrappone la controversia proveniente dai medici della scuola predominante. Per esempio, i GAG non sono consigliati dalla Arthritis Foundation. Nonostante le testimonianze crescenti che i GAG possono ricoprire un ruolo nella gestione dell'osteoartrite, il loro uso non è consigliato in base agli studi scientifici disponibili a causa di gravi pecche progettuali o dell'insufficienza dei dettagli. Gli studi sono criticati per il numero limitato dei soggetti. Inoltre, anche se non è stata riscontrata nessuna tossicità a breve termine, è necessario investigare sulla sicurezza a lungo termine dei GAG. Sono stati riscontrati alcuni effetti collaterali nell'uomo, andrebbero esaminati gli effetti dei GAG sui pazienti con malattie preesistenti, specialmente nel caso di malattie che riguardano la coagulazione. Terzo, nessuno studio ha esaminato il loro uso in altre forme di artrite o in altre malattie del tessuto connettivo.
Storicamente, la maggior parte dei dati sull'uso dei GAG è stata tratta da studi europei. Fino all'anno scorso, non era stato eseguito nessuno studio negli USA. Das et ali hanno condotto la prima indagine clinica negli USA sull'uso dei GAG per la cura dell'OA 27 . Philippi et ali hanno eseguito il primo studio dell'uso dei GAG per curare la malattia degenerativa dell'articolazione del ginocchio o della parte bassa della schiena negli atleti 28 . Entrambi gli studi dimostrano l'efficacia dei GAG nella cura dell'OA al ginocchio. Il secondo studio non ha mostrato nessun beneficio statistico per la malattia degenerativa dell'articolazione spinale. C'era, tuttavia, una tendenza ad alcuni benefici e gli autori auspicano un esame successivo con un campione più grande e di durata più lunga per chiarire meglio la situazione.
È stato fissato un protocollo per la progettazione e la conduzione delle prove cliniche negli studi sull'OA 26 . Speriamo che altri studi esaminino la dose più efficace e gli effetti a lungo termine dei GAG oltre che la loro combinazione con le cure tradizionali per l'OA. La ricerca in corso sugli animali può dimostrare l'efficacia dei GAG per altre malattie del tessuto connettivo. Al momento, ai soggetti è consigliato di seguire le indicazioni di cura standard, come il controllo del peso corporeo, l'attività fisica, l'alimentazione adeguata e la termoterapia. Comunque, l'uso dei GAG, congiuntamente all'uso appropriato di altre cure, può fornire un maggiore sollievo dei sintomi e proteggere la cartilagine dalla degradazione. La glucosammina e la condroitina solfato sono prodotti da banco, singolarmente o combinate. Poiché sono considerate prodotti naturali e integratori alimentari, i GAG non sono né controllati né regolati dalla Federal Drug Administration (FDA) per la purezza, che può variare enormemente secondo le tecniche di estrazione e la tecnologia di analisi. La purezza può determinare l'efficacia, specialmente considerando che tutte le ricerche e gli studi clinici hanno usato sostanze purificate. Le informazioni dalla University of Maryland School of Pharmacy hanno mostrato che le analisi di molti prodotti commerciali di GAG non corrispondono a quanto scritto sull'etichetta 29 . Gli acquirenti dovrebbero quindi fare attenzione a comprare da produttori rispettabili che usano sostanze pure e possono garantire il prodotto finito. La Nutramax Laboratories Inc. 31 offre al momento l'unico prodotto brevettato negli USA con combinazione di GAG per l'uso animale e umano. I loro prodotti sono usati largamente negli esami clinici sia sull'uomo sia sugli animali.
L’integrazione con i GAG può essere
importante per gli atleti, considerando
lo stress per il tessuto connettivo durante
le attività sportive e la crescente frequenza
degli infortuni ai tessuti molli nel corso
degli ultimi due decenni.
Secondo gli studi, la dose giornaliera standard per la glucosammina è 1.000-1.500 mg e 800-1.200 mg di condroitina solfato suddivisi in 2-3 dosi. Una dose di carico è consigliata per un minimo di due mesi. La maggior parte dei soggetti dovrebbe vedere un miglioramento in otto settimane o meno. In seguito, è possibile ridurre le dosi giornaliere di mantenimento a 500 mg di GA e 400 mg di CS o più, secondo la malattia. Altre due sostanze usate frequentemente con i GAG sono il manganese e l'acido ascorbico. Il manganese è un minerale che serve da cofattore nelle reazioni biochimiche nel metabolismo del tessuto connettivo articolare, come la sintesi di GAG. Le deficienze di manganese si traducono nella formazione di ossa e cartilagini anormali. Mancano tuttavia evidenze dell'efficacia del manganese per l'osteoartrite. Vi ricorderete dalle sezioni precedenti di questa serie che l'acido ascorbico (vitamina C) è un cofattore importante nella sintesi del collagene e che le deficienze possono tradursi in cattiva guarigione delle ferite (vedere la parte 3).
Le questioni sollevate dai soggetti affetti da diabete riguardano la sicurezza dell'uso dei GAG. Anche se la GA e la CS sono classificate come carboidrati, il corpo non le disgrega in glucosio. Di conseguenza, non incrementano la glicemia rappresentando una fonte di glucosio. Comunque, poiché molti fattori possono influenzare la secrezione di insulina e i livelli ematici di glucosio nei diabetici, a quelli che usano i GAG è consigliato di controllare frequentemente i loro livelli di glucosio.
Recentemente, i media hanno proclamato i GAG come "la cura" per l'artrite. Le evidenze a sostegno di questa affermazione non sono sconvolgenti. L'analisi critica della letteratura con pochi studi ben controllati non supporta per ora l'uso dei GAG come una cura. Tuttavia, crescenti evidenze fornite dagli studi in vitro e da esami clinici migliori sugli animali e sull'uomo (più soggetti, regime di trattamento costante, protocolli casuali e a doppio cieco) dimostrano che i GAG possono essere efficaci come terapia aggiunta per l'OA. Inoltre, è auspicabile che studi futuri indaghino sulla loro utilità nella cura di altri tipi di artriti e malattie e infortuni del tessuto connettivo. Perciò, l'integrazione con i GAG può essere importante per gli atleti, considerando lo stress per il tessuto connettivo durante le attività sportive e la crescente frequenza degli infortuni ai tessuti molli nel corso degli ultimi due decenni 30 .
Comunque, ai consumatori si consiglia di essere attenti quando scelgono un prodotto GAG. Gli studi tendono a supportare il sinergismo di GA e CS e non tutti i prodotti in commercio contengono entrambi i GAG. Inoltre, poiché sono classificati come integratori alimentari, la forza e la purezza dei prodotti GAG non sono soggette alla regolamentazione o al controllo della FDA. Perciò, cercate un prodotto di un produttore rispettabile che può fornire l'analisi della qualità. Nel frattempo, mangiate bene, allenatevi in modo intelligente e integrate con solo quanto necessario.

Integratori di qualità a base di Glucosammina, Condroitina e MSM
 
 


Bibliografia
 1 Brown SJ, Child RB, Day SH, Donnelly AE. Indices of skeletal muscle damage and connective tissue breakdown following eccentric muscle contractions. Eur J Appl Physiol 1997, 75:369-374.
2 Bayliss MT, Davidson C, Woodhouse SM, Osborne DJ. Chondroitin sulphation in human joint tissue varies with age, zone and topography. Acta Orthrop Scand (Supp 266) 1995, 66:22-25.
3 Kongtawelert P, Books PM, Ghosh P. Pentosan polysulfate (Cartrophen) prevents the hydrocortisone induced loss of hyaluronic acid and proteoglycans from cartilage of rabbit joints as well as normalizes the keratan sulfate levels in their serum. J Rheum 1989; 16:1455-1459.
4 Rogachefsky RA, Dean DD, Howell DS, Altman RD. Treatment of canine osteoarthritis with sodium pentosan polysulfate and insulin-like growth factor-1. Ann N Y Acad Sci. 1994, 732:392-4.
5 Sant GR. Interstitial cystitis. Curr Opin Obstet Gynecol 1997, 9(5):332-336.
6 Tardy-Poncet B, Tardy B, Grelac F, et al. Pentosan polysulfate-induced thrombocytopenia and thrombosis. Am J Hematol 1994, 45:252-257.
7 Gironell A, Altes A, Arboix A, et al. Pentosan polysulfate-induced thrombocytopenia: a case diagnosed with an ELISA test used for heparin-induced thrombocytopenia. Ann Hematol 1996, 73:51-52.
8 Davis WM. The role of glucosamine and chondroitin sulfate in the management of arthritis. Drug Topics 1998, April (suppl):3S-13S.
9 Anderson MA , Slater MR, Hammad TA. Results of a survey of small-animal practitioners on the perceived clinical efficacy and safety of an oral nutraceutical. Prev Vet Med 1999, 38:65-73.
10 Hanson RR, Smalley LR, Huff GK, et al. Oral treatment with a glucosamine-chondroitin sulfate compound for degenerative joint disease in horses: 25 cases. Equine Pract 1997, 19(9):16-20.
11 Lippiello L, Idouraine A, McNamara PS, et al. Cartilage stimulatory and antiproteolytic activity is present in sera of dogs treated with a chondroprotective agent. Canine Pract 1998, 23(6):10-12.
12 Reichelt A, Forster KK, Fisher M, et al. Efficacy and safety of intramuscular glucosamine sulfate in osteoarthritis of the knee. Arzneimittelforschung 1994, 44(1):75-80.
13 Da Camara CC, Dowless GV. Glucosamine sulfate for osteoarthritis. Ann Pharmacol 1998, 32:580-587.
14 Vidal y Plana RR, Bizzarri D, Rovati AL. Articular cartilage pharmacology: I. In vitro studies on glucosamine and non-steroidal anti-inflammatory drugs. Pharmacol Res Commun. 1978,10(6):557-69.
15 Raiss R. Effect of D-glucosamine sulfate on experimentally injured articular cartilage. Comparative morphometry of the ultrastructure of chondrocytes. Fortschr Med. 1985, 27;103(24):658-62.
16 Senikar I, Giacchetti C, Zanolo G. Pharmacokinetics of glucosamine in man. Arzneimittelforschung 1986, 36:729-735.
17 Senikar I, Palumbo R, Canali S, et al. Pharmacokinetics of glucosamine in man. Arzneimittelforschung 1993, 43:1109-1113.
18 Baici A, Horler D, Moser B, et al. Analysis of glycosaminoglycans in human serum after oral administration of chondroitin sulfate. Rheumatol Int 1992, 12:81-88.
19 Lualdi P. Bioavailability of oral chondroitin sulfate. Rheumatol Int 1993, 13:39-40.
20 Conte A, de Bernardi M, Palmieri L, et al. Metabolic fate of exogenous chondroitin sulfate in man. Arzneimittelforschung 1991, 41:768-772.
21 Conte A, Volpi N, Palmieri L, et al. Biochemical and pharmacological aspects of oral treatment with chondroitin sulfate. Arzneimittelforschung 1995, 45:918-925.
22 Paroli E, Antonilli L, Biffoni M. A pharmacological approach to glycosaminoglycans. Drugs Exptl Clin Res 1991, 17:9-20.
23 Fleisch A, et al. A one-year randomized, double-blind placebo-controlled study with oral chondroitin sulfate in patients with knee osteoarthritis. Singapore : The Third International Congress of the Osteoarthritis Research Society, 1997:6.
24 Fioravanti A, Franci A, Anselmi F, et al. Clinical efficacy and tolerance of galactosaminoglucuronoglycan sulfate in the treatment of osteoarthritis. Drugs Exptl Clin Res 1991, 17:41-44.
25 Busci L, Poor G. Efficacy and tolerability of oral chondroitin sulfate as a symptomatic slow-acting drug for osteoarthritis in the treatment of knee osteoarthritis. Osteoarth Cartil 1998, suppl 6:31-36.
26 Altman R, Brandt K, Hochberg M, et al. Special Report: Design and conduct of clinical trials in patients with osteoarthritis. Osteoarth Cartil 1996, 4:217-243.
27 Das AK, Eitel J, Hammad T. Efficacy of a new class of glucosamine hydrochloride, sodium chondroitin sulfate and manganese ascorbate in the management of knee osteoarthritis: a randomized double-blind placebo-controlled clinical trial. Am Assoc Hip Knee Surg, 8 th Annual Meeting, November 1998.
28 Philippi AF, Leffler CT, Leffler SG, et al. Glucosamine, chondroitin, and manganese ascorbate for degenerative joint disease of the knee or low back: a randomized, double-blind, placebo-controlled pilot study. Mil Med 164:85-91.
29 Newsweek, Feb 17, 1997, p. 54.
30 Perry JD. Exercise, injury and chronic inflammatory lesions. Br Med Bull 1992, 48:668-682.
31 Nutramax Laboratories, Inc. Baltimore , Maryland . www.cosamin.com .
 
Note: CosaminDS is the human product; Cosaquin is the product for horses, dogs and cats. They are formulated differently based on absorption by specific species, despite recent claims by an internet athletic guru's recommendation for athletes to dose with the animal product.

Copyrights by Olympian's 2017

30 maggio 2017

Demolitori del grasso testardo



I bioflavonoidi degli agrumi, che sono abbondanti nello strato bianco e spugnoso della buccia, contengono proprietà naturali che possono bloccare gli estrogeni.
     I flavoni della soia hanno moderate proprietà estrogeniche: si legano ai recettori degli estrogeni nei tessuti e li rendono irraggiungibili per l’estrodiolo, il più potente ormone estrogeno. L’estrodiolo è chiamato ormone cattivo a causa dei suoi effetti occasionalmente potenti sul corpo, quali gonfiore, ritenzione idrica, guadagno di grasso corporeo, femminilizzazione negli uomini (ad esempio il “seno maschile”), grasso sottocutaneo e guadagno di grasso testardo sullo stomaco e sul petto.
     Alcuni esperimenti condotti in Italia hanno mostrato che la combinazione dei bioflavonoidi degli agrumi e dei flavoni della soia produceva un metodo potente e naturale per bloccare l’effetto estrogenico sul corpo. L’aggiunta dei bioflavonoidi degli agrumi ai flavoni della soia, infatti, creava una difesa più potente contro gli estrogeni, rispetto all’assunzione dei soli flavoni della soia.
Ori Hofmekler
Nota del redattore: Ori Hofmekler è l’autore dei libri The Warrior Diet e Maximum Muscle & Minimum Fat, pubblicati dalla Dragon Door Publications (www.dragondoor.com). 


Notizie sugli alimenti che possono influenzare gli allenamenti, il peso e il benessere




     Come, probabilmente, sapete, la Coca Cola è ricca di zuccheri (una lattina ne contiene circa 9 cucchiaini), ma sapevate che molte delle nuove acque aromatizzate in bottiglia ne contengono quasi la stessa quantità? Controllate l’etichetta della marca che avete scelto: questo potrebbe essere uno dei motivi per cui non riuscite a dimagrire.
     Le vitamine del gruppo B sono importanti, soprattutto quando si è a dieta. La vitamina B1, o tiamina, aiuta l’organismo a convertire i carboidrati, gli aminoacidi e i grassi in energia, invece di immagazzinarli sotto forma di grasso corporeo. La niacina, o B3, collabora in questo processo e la B6 favorisce la ricostruzione dei tessuti. Anche la B12 aiuta questa ricostruzione e supporta il sistema nervoso. Se assumete poche calorie, provate un integratore di vitamine del complesso B per avere più muscoli, meno grasso e più energia.
     I broccoli sono ricchi di vitamine e antiossidanti che combattono le malattie, ma bolliti o cotti a vapore possono perdere queste sostanze almeno del 25%. Quindi, è meglio cucinarli nel forno a microonde, che preserva più del 90% dei loro nutrienti.
     La carenza di vitamina D è implicata in molte forme di cancro. Il corpo produce questa vitamina grazie al sole, ma è possibile ottenerla, insieme ai grassi omega salutari, anche da alcuni tipi di pesce; ad esempio, una porzione di salmone di 100 g contiene quasi il 90% della quantità giornaliera raccomandata di vitamina D.

Becky Holman
www.X-tremeLean.com

Nuove ricerche sulla beta-alanina




     Gli studi continuano a confermare i benefici ergogenici degli integratori di beta-alanina per le persone che praticano sport e attività fisica. Lo studio più recente, presentato all’incontro del 2007 dell’American College of Sports Medicine, ha esaminato l’uso della beta-alanina in ciclisti d’élite che praticavano anche sollevamento pesi.
     Vari studi hanno mostrato che sembra che l’allenamento cronico da solo raddoppi la carnosina muscolare nel corpo, e questo è sensato perché la carnosina, che è un dipeptide, cioè un legame fra due aminoacidi (l’istidina e la beta-alanina), è un tampone intramuscolare importante, necessario per placare le infiammazioni dovute all’aumento dell’acidità muscolare provocato da un’attività fisica intensa. L’acidità, infatti, inibisce gli enzimi coinvolti nella produzione di energia, il che, a sua volta, provoca affaticamento muscolare.
     I risultati degli studi che hanno analizzato la relazione fra allenamento e aumento della carnosina muscolare sono stati, in gran parte, ambigui: alcuni non hanno mostrato alcun aumento, mentre altri hanno mostrato un raddoppiamento del livello, 8-16 settimane dopo l’allenamento. Altri ancora, invece, mostrano un aumento del 60%.
     Nel nuovo studio, un gruppo di ciclisti con, in media, 20 anni ha ricevuto un integratore contenente 1,6 g di beta-alanina, 5,25 g di creatina e 1 g di taurina, che hanno assunto tre volte al giorno. L’altro gruppo, invece, ha ricevuto lo stesso integratore, ma privo di beta-alanina. I soggetti svolgevano un allenamento per la durata (5 ore al giorno, 6 giorni a settimana) e uno con i pesi, svolto 3 volte a settimana.
     Dopo 12 settimane, entrambi i gruppi hanno mostrato un aumento nella densità delle fibre muscolari di tipo 2, mentre la carnosina muscolare è rimasta invariata nei soggetti che non avevano assunto beta-alanina, ma essa è aumentata del 46% (insieme ai livelli di taurina) in quelli che l’avevano presa. Inoltre, i soggetti del gruppo della beta-alanina hanno sperimentato miglioramenti significativi, non osservati nell’altro gruppo, dei valori misurati in vari esercizi, quali la soglia di ventilazione, il tempo fino all’esaurimento e il lavoro totale svolto. I miglioramenti sono stati attribuiti all’aumento della capacità di tamponamento muscolare dovuto all’incremento della carnosina.
Jerry Brainum

Alimenti salubri

Il caffè macina le malattie


     Secondo il dott. Joe Vinson, “Una tazza di 226 g di caffè con o senza caffeina contiene più antiossidanti che proteggono contro le malattie di una porzione normale di arance o mirtilli freschi”. In un articolo pubblicato sul numero di luglio 2007 di Bottom Line/Health, Vinson spiega che sembra che chi beve circa tre tazze di caffè al giorno abbia un rischio minore di sviluppare malattie cardiache, diabeti e declino mentale legato all’età. Quindi, non sentitevi in colpa per la tazza di caffè che bevete prima di andare in palestra: manda su di giri il vostro motore e mette in funzione il sistema immunitario.

Becky Holman
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Es3mamente magri

Alimenti brucia-grassi



     Forse, avete sentito la frase, “Una caloria non è una caloria”. Quando si parla di macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati) questo è assolutamente vero. 100 calorie derivate da ciascuno di essi inducono una risposta termica diversa, cioè una quantità diversa di calorie spesa dal vostro corpo per digerirle:

     Carboidrati: 100 calorie = risposta termica pari a 5 calorie

     Grassi: 100 calorie = risposta termica pari a 10 calorie

     Proteine: 100 calorie = risposta termica pari a 18 calorie

     Questa è un’altra ragione per cui, normalmente, le diete povere di carboidrati funzionano per la maggior parte delle persone: assumere più proteine produce una risposta termica maggiore, a causa dell’energia necessaria per disgregarle e assimilarle.

Becky Holman
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Spinta anabolica

Siero vs. caseina


     Se siete dei vecchi appassionati di pugilato come me, probabilmente vi ricorderete i tre incontri epici fra Joe Frazier e Muhammad Ali. Ali riuscì a strappare la vittoria (vinse due incontri su tre contro Smokin’ Joe) e stabilì la sua reputazione come pugile più grande di tutti i tempi. Ebbene, sembra che, quando nella letteratura di ricerca si parla della battaglia delle proteine, l’equivalente della coppia Ali vs. Frazier sia quella siero vs. caseina.
     Lo studio iniziale ha confrontato gli effetti del siero e della caseina nelle 7 ore successive a un pasto: i ricercatori hanno scoperto che l’equilibrio misurabile della leucina, una misurazione dei possibili guadagni relativi alle proteine muscolari, era più positivo con la caseina che con il siero1. Si trattava, però, di uno studio a breve termine, mentre quello che accade assumendo queste sostanze per settimane cambia un po’ la situazione.
     Sappiamo che proteine diverse influenzano l’anabolismo e la concrescenza proteica dell’intero organismo, quindi gli scienziati hanno esaminato gli effetti di integratori di siero e caseina nel corso di un programma di allenamento di resistenza controllato, durato 10 settimane. In un protocollo doppio cieco, 13 bodybuilder dilettanti di sesso maschile hanno integrato la loro dieta normale con isolato di siero o con caseina (1,5 g per chilogrammo di peso corporeo che, per una persona di 90 kg, corrisponde a 135 g di proteine) per tutta la durata del programma. La forza è stata misurata attraverso i massimali per una ripetizione in 3 esercizi: distensioni su panca con bilanciere, squat e trazioni alla lat machine. La composizione del corpo, invece, è stata misurata utilizzando l’assorbimetria a raggi X con energia doppia; inoltre, si è misurato anche la glutamina plasmatica. Tutti gli esami sono stati condotti nella settimana precedente e in quella successiva alle 10 settimane di allenamento.
     Risultati: la glutamina plasmatica non ha subito modificazioni in nessun gruppo, ma il gruppo dell’isolato di siero ha guadagnato più massa magra rispetto a quello della caseina (5,0 vs. 0,8 kg) e ha sperimentato una riduzione più significativa della massa grassa rispetto all’altro gruppo (-1,5 kg vs. +0,2 kg). Per concludere, il gruppo dell’isolato di siero ha anche ottenuto valori significativamente maggiori in tutte le misurazioni2.
     Una cosa è confrontare il modo in cui le proteine “lavorano” nel corso di 7 ore, ma è estremamente più importante vedere come si comportano nel corso di settimane e mesi. Se usate solo il siero o la caseina, il primo è sicuramente una scelta ottima, ma non commettete errori neanche utilizzando la caseina, una cosiddetta proteina lenta che, idealmente, dovrebbe essere assunta prima di coricarsi o in combinazione con il siero.
     Vi consiglio di assumere una combinazione di siero e caseina dopo l’allenamento, contenente circa l’80% di siero e il 20% di caseina. Poi, un’ora prima di coricarvi, assumete una miscela con percentuali opposte, l’80% di caseina e il 20% di siero.
Dott. Jose Antonio

Nota del redattore: Potete ascoltare il dott. Jose Antonio e Carla Sanchez su Performance Nutrition, il loro show radiofonico su internet, trasmesso su web e podcast su www.PerformanceNutritionShow.com.

Aerobica

Bruciare con il respiro



     Sapete quanto sia importante respirare correttamente durante le sessioni di allenamento con i pesi: inspirate al movimento negativo, espirate a quello positivo. Però, anche la respirazione durante l’aerobica è importante, oltre a essere un indice della fonte di energia che si sta usando. Se, eseguendo l’aerobica, potete sostenere una conversazione, è più probabile che stiate attingendo al grasso corporeo come fonte di energia. Se, invece, respirate a fatica, inspirando con forza, e avete un battito cardiaco molto elevato, avete superato la soglia del lattato e state attingendo al glicogeno muscolare. L’aerobica a intervalli (come coprire un percorso scattando nei rettilinei e camminando nelle curve) brucia sia i grassi che il glicogeno e altri grassi sono utilizzati dopo l’allenamento durante la riparazione muscolare. Essa, però, è molto simile a un allenamento con i pesi per le gambe, quindi, se eseguite sessioni di aerobica a intervalli, assicuratevi di ridurre gli allenamenti di resistenza per la parte inferiore del corpo.
Becky Holman
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Carenza di arginina?

Provate con il cocomero



L’arginina è sempre stata un nutriente popolare fra i bodybuilder. Per molto tempo si è affermato che questa sostanza, insieme al suo metabolita ornitina, stimolasse l’ormone della crescita. Più recentemente, vari integratori di diverse forme di arginina sono stati pubblicizzati come precursori dell’ossido di azoto (NO), che svolge numerose funzioni vitali nel corpo umano. Esso, infatti, dilata i vasi sanguigni, riducendo la pressione del sangue e aumentando il flusso sanguigno, e si pensa che l’aumento del flusso incrementi l’apporto di nutrienti e di ossigeno ai muscoli.
     Oltre a essere il precursore diretto della sintesi dell’NO, l’arginina si comporta come sostrato per la sintesi della prolina, l’aminoacido principale presente nel collagene, che è la proteina più importante del tessuto connettivo. Inoltre, l’arginina è uno dei precursori principali della creatina.
     Alcuni studi mostrano che questa sostanza può stimolare l’ossidazione del glucosio e dei grassi grazie al suo legame con l’NO che, a sua volta, aumenta gli effetti di segnalazione di un nucleotide chiamato GMP, che è coinvolto direttamente nell’ossidazione dei grassi e nell’erezione del pene (farmaci come il Viagra funzionano anche incrementando il GMP ciclico).
     Sebbene l’arginina offra benefici entusiasmanti per la salute, la sua assunzione attraverso integratori ha dei problemi. In soluzione, è fortemente alcalina ed è necessario combinarla con acido cloridrico per ricavare un integratore: si suppone che questo prevenga problemi di tipo acido-base se si assume una dose concentrata, ma assumerne più di 9 g al giorno, spesso, provoca nausea, disturbi gastrointestinali e diarrea. Gli effetti collaterali potrebbero essere dovuti a: 1) la conversione rapida dell’arginina in NO nell’intestino, associata con 2) un assorbimento intestinale problematico di altri aminoacidi, quali la lisina e l’istidina.
     Cercate altre alternative? Potreste assumere L-citrullina, un altro aminoacido precursore dell’arginina. Poiché l’arginina è un aminoacido basico, essa compete con altri aminoacidi per l’assorbimento nel corpo. La citrullina, invece, è un aminoacido neutro, quindi non compete con altri aminoacidi, né deve essere combinata con acido cloridrico, il che riduce i problemi intestinali. Quando si converte in arginina, inoltre, la citrullina consuma l’ammoniaca, una cosa positiva perché un eccesso di questa sostanza è associato all’affaticamento.
     E, allora, dove si trova la citrullina? Si è scoperto che il cocomero ne è una fonte ricchissima1: ogni grammo, infatti, ne contiene 0,7-3,6 mg. Mangiare 900 g di cocomero al giorno fornisce una quantità di arginina sufficiente a coprire il 40% della dose giornaliera richiesta, pari a 3,6 g. Nel nuovo studio, i soggetti che bevevano una grande quantità di succo di cocomero (0,52 kg in ognuno dei tre pasti) avevano livelli di arginina plasmatica più alti del gruppo di controllo. A digiuno, l’arginina plasmatica è aumentata del 12% dopo tre settimane di assunzione di dosi minori di cocomero e del 22% dopo un’assunzione più elevata. Inoltre, i soggetti che avevano assunto dosi maggiori hanno mostrato un aumento del 18% dell'ornitina plasmatica.
     Nessuno dei soggetti che aveva bevuto il succo di cocomero ha mostrato alcuna interferenza con l’assorbimento di altri aminoacidi, quindi l’equilibrio aminoacidico non è stato sconvolto. Inoltre, quelli che bevevano grandi quantità di succo (pari a 6 bicchieri al giorno) hanno prodotto 2 g di citrullina. Alcuni studi mostrano che, nel corso del suo ingresso nell’intestino, il 40% dell’arginina ricavata dalla dieta è degradata dai tessuti intestinali degli esseri umani adulti; invece, la citrullina (che si converte in arginina nei reni) è disgregata in minima parte. Il fegato assorbe il 10-15% dell’arginina ingerita, che è, in seguito, disgregata dall’enzima arginasi, mentre la citrullina aggira il fegato e agisce come un precursore nutrizionale della sintesi di arginina nei reni. Il 5-15% dell’arginina del corpo è prodotta in questo modo. Un’altra fonte è la glutamina, anch’essa convertita dalle cellule dell’intestino tenue in citrullina, che aggira il fegato e arriva direttamente ai reni, dove è convertita in arginina2.
     Quindi, chi vuole i benefici nutrizionali significativi dell’arginina senza i suoi effetti collaterali dovrebbe prendere in considerazione l’aggiunta di un po’ di cocomero alla dieta: è anche buono.
Jerry Brainum

Energia

Il mondo della caffeina



     Considerando tutte le notizie sui benefici per la salute del caffè normale e decaffeinato e del tè verde e nero, è una buona idea aggiungerne un po’ alla vostra dieta. Sfortunatamente, per molte persone il caffè è troppo forte, forma acido nello stomaco e produce nervosismo. Il caffè decaffeinato non ha molto sapore e il tè è troppo acquoso. La soluzione potrebbe essere una varietà popolare della Celestial Seasonings chiamata Morning Thunder. Ciascuna porzione contiene 40 mg di caffeina, la quantità minima per dare energia alla maggior parte delle persone senza esagerare (alcuni tipi di caffè ne contengono fino a 100 mg). Il prodotto ha un sapore più simile a un caffè leggero che al tè e contiene yerba maté, una pianta sudamericana ricca di antiossidanti. Secondo l’etichetta, il prodotto contiene più antiossidanti di una porzione di succo di arancia, di broccoli o di succo di pomodoro.
Dott. Daniel Curtis

Articoli tratti da Iron Man edizione italiana 2008



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8 maggio 2017

L'opinione di un professore sulle Diete



L'opinione di un professore sulle Diete

Tutti i professionisti della salute che si basano su un approccio scientifico, riconoscono che gli attuali metodi di perdita di peso devono cambiare. Diete estreme e spesso poco piacevoli possono condurre a un iniziale dimagrimento. Tuttavia, quasi inevitabilmente, la fame e l'insoddisfazione che si accumulano durante questo periodo fanno ricadere ben presto nelle vecchie abitudini e portano a riguadagnare la maggior parte del peso perduto, se non tutto. Questa catena di eventi è frustrante e poco salutare. Intraprendere ulteriori tentativi di perdita di peso, con lo stesso approccio estremo, fa solo ripartire il processo negativo e porta agli stessi, mediocri risultati.
Molti professionisti della salute hanno anche capito che ci deve essere un metodo salutare per perdere peso in maniera reale e permanente. Con un’attenta miscela di scienza e pratica, noi vi propone questo metodo. È un approccio fantastico per chi vuole prevenire un ulteriore aumento di peso, per chi è in sovrappeso e ha bisogno di perdere qualche chilo e anche per chi è obeso e deve dimagrire molto.
Questi consigli non propongono trucchetti, diete alla moda o ridicoli programmi di esercizi. Al contrario, ruota attorno allo stile di vita e al bilanciamento delle energie, mediante lo sviluppo di un percorso alimentare salutare, divertente e sostenibile. Questo modello può adattarsi a qualsiasi individuo e includere il cibo preferito di ognuno. Allo stesso modo, semplici camminate costituiscono la base dell’attività fisica e dell’esercizio. Queste e altre attività possono essere svolte in modo divertente e soddisfacente, rendendole parte di uno stile di vita più dinamico.
Piuttosto che procedure rigorose e inflessibili, i nostri consigli offrono molte strategie diverse, cosicché ognuno possa creare il programma che si adatti meglio alla propria vita. Numerosi, reali esempi di efficacissime strategie – inclusa quella che ha aiutato uno degli autori di questo articolo a non riguadagnare peso, dopo anni e anni di sforzi – offrono ai lettori una ricca base di partenza da cui sviluppare il proprio, efficace programma.
Non fatevi un’idea sbagliata: i consigli che diamo non sono la descrizione di questa o quella, orribile dieta da seguire per qualche settimana prima di abbandonarla. Questi splendidi consigli sono basati solo su cambiamenti davvero fattibili e sostenibili, che vi permetteranno cioè di perdere peso e successivamente di mantenere questa perdita, rendendo il vostro stile di vita salutare e divertente.
-          Dott. Richard A. Winett, Docente di Psicologia, Virginia Tech, Blacksburg, VA 24061, USA

Avvertenza
Le informazioni fornite in questa serie di articoli non sostituiscono i consigli di un medico professionista. Le diete estreme di chi viene rappresentato non dovrebbero essere imitate e i suoi risultati potrebbero non essere rappresentativi. Indipendentemente dalla vostra età, dovreste consultare un medico prima di iniziare qualsiasi regime nutrizionale, programma di perdita di peso o di fitness, oppure qualora abbiate qualsiasi domanda sulla vostra salute. Donne incinte, persone sotto medicinali o persone con condizioni mediche pre-esistenti, devono applicare precauzioni speciali alle diete e agli esercizi.
Lo scopo di questa serie di articoli è di fornire informazioni sulla perdita di peso e sugli argomenti a essa collegati. Dovete essere consapevoli che né l’autore né la Olympian's srl sono costretti a fornire prestazioni legali o mediche o altri servizi professionali.
È stato compiuto ogni sforzo per rendere questi articoli più specifici e accurati possibili, e per sottolineare l’importanza dei corretti procedimenti e delle misure di sicurezza. Tuttavia, queste informazioni non sono state incluse nel testo e potrebbero esserci errori nel contenuto. Procedete con cautela e a vostro rischio.
Olympian's srl e gli autori non hanno alcuna responsabilità o vincolo nei confronti di qualsiasi persona o entità rispetto a qualsiasi tipo di infortunio, perdita o danno causati – o asseriti tali – direttamente o indirettamente dal materiale contenuto in questi articoli.

DESCRIZIONE DELLA MISSIONE
Quanto peso volete perdere?
Tra i risultati delle centinaia di diete efficaci che sono state studiate per la realizzazione di questi articoli e poi di un libro, il dimagrimento medio andava dagli 11 ai 20 chili per le donne e dai 18 ai 27 per gli uomini. Alcune persone hanno ottenuto anche dei risultati trionfali – si parla di perdite di 36, 45 e quasi 70 chili, ma trionfali sono state anche le perdite di 7 – 9 chili (che sono moltissimi per una donna di 1,52, per esempio).
Ma, indipendentemente da quanto peso queste persone abbiano perso, facevano tutte essenzialmente la stessa cosa. Questo significa che coloro che hanno perso 9, 13 chili - e non li hanno più ripresi - hanno seguito, in sostanza, lo stesso approccio che ha aiutato a dimagrire persone molto più pesanti.
Questi articli vi spiegano esattamente in che modo quelle persone hanno perso il loro peso, senza più riacquistarlo.
E voi, quanto peso volete perdere? 5 chili, 11, 22, 45, o di più? Sia che vogliate perdere pochi chili o qualche decina, questo articolo contiene la guida specifica ai vostri bisogni individuali.
Ci rivolgiamo a chiunque voglia perdere un po’ di peso, indipendentemente da quanto. Si rivolge anche alle persone già soddisfatte della loro forma fisica, ma che non vogliono prendere peso andando avanti con l’età.
I consigli contenuti in hanno funzionato per noi e per centinaia di altre persone, quindi sono dimostrati. Funzioneranno anche per voi.

Cinque preliminari critici
  1. Le connotazioni negative del termine “dieta”
Iniziare una dieta implica che, prima o poi, si dovrà smettere. Non si può essere a dieta tutta la vita.”
Questa frase è dell'uomo eletto “miglior testatore di diete del mondo” nel Libro del Guinness World Record, per aver perso la maggior quantità di peso nel minor tempo. L'uomo è passato da 500 a 90 chili riguadagnando, in seguito, tutto il suo peso. Quindi potrebbe anche detenere il record del mondo, non ufficiale, per aver ripreso la maggiore quantità di peso nel minor tempo. Egli è l’esempio principe di quanto perdere peso velocemente tramite diete restrittive porti, quasi sempre, a un fallimento a lungo termine.
Il termine “dieta” e l’espressione “essere a dieta” sono spesso associati a periodi di sofferenza, sacrificio e privazioni. E, spesso, sfociano in un mero cambiamento temporaneo.
Secondo la FederalTradeCommission (FTC), le diete restrittive e “alla moda” hanno il 95% di probabilità di fallimento. Non funzionano perché chi le segue non vede l’ora di tornare ai comfort di prima – allo stile di vita e alle abitudini che seguiva prima di cominciare.
Le diete moderne e i nuovi libri sono quasi tutti basati su presunti “nuovi e rivoluzionari principi” che provano a offrire strade veloci e facili per perdere peso. Ma questi “principi rivoluzionari” non funzionano a lungo termine in almeno il 95% dei casi.
I programmi efficaci per perdere peso, che permettono poi di non riguadagnarlo, devono essere basati su comportamenti ai quali si è già abituati. Molte persone hanno detto che “la dieta migliore è quella che non ti accorgi di fare.” Quest’affermazione ha davvero senso, ecco perché ne abbiamo fatto il principio guida di questo libro.
Quante volte avete visto qualcuno iniziare una dieta, solo per finirla poco dopo, frustrato e anche più pesante di prima? Vi è mai successo?
 Le diete privative non funzionano quasi mai a lungo termine.
I nostri corpi e le nostre menti rifiutano per natura le diete privative, mentre le nostre vite di tutti i giorni le rendono quasi impossibili da seguire.
Non c’è da stupirsi che la stragrande maggioranza delle diete si concluda con l’insuccesso. Le diete privative di Brad fallivano ogni volta.
Se proprio non vi ci vedete a fare esercizi e a mangiare secondo i “nuovi metodi” per il resto della vostra vita, non disturbatevi neanche a iniziare, perché fallirete quasi sicuramente.
Non ci sono soluzioni rapide per perdere peso a lungo termine. I cambiamenti devono essere piccoli, graduali, divertenti e sostenibili, se volete che siano permanenti.
Le diete privative o alla moda, di solito, vi obbligano a seguire rigidamente le regole e i modi di mangiare che impongono. Ma alla gente non piace sentirsi dire ciò che può o non può mangiare.
L'autore vi insegna a modificare le vostre abitudini alimentari in modo da poter – nei limiti della ragionevolezza – mangiare quello che volete. Se la routine di una dieta vi porta troppo lontani dalle vostre normali abitudini, presto o tardi smetterete di seguirla.
Quando siete voi a fare le regole – e senza il pensiero di dover patire la frustrazione di una dieta rigida – ecco che vi si presenta una straordinaria chance di riuscire davvero a perdere peso.
L’espressione “essere a dieta” ricorda troppo spesso momenti di privazioni e fallimenti.
Anche in questi articoli vedrete la parola “dieta”e le espressioni “essere a dieta” e “seguire una dieta”, perché sono ormai di uso comune. Tuttavia siate consci dei limiti di questi vocaboli e siate consapevoli di non essere a dieta, ma di aver solo adottato un nuovo, fresco sguardo verso la vita, l'alimentazione e la salute.

2. Questi articoli sono per uomini e donne
Sebbene siano stati scritti da due uomini, la maggior parte delle persone la cui dieta è stata approfondita a scopo di ricerca erano donne. I principi appresi da tutte queste donne sono gli stessi che l'autore ha applicato per portare a termine la sua trasformazione.
La dicitura che useremo, “Come perdere peso senza riacquistarlo” deriva dai risultati delle moltissime ricerche effettuate tra centinaia di persone, uomini e donne. Il tutto è illustrato nelle dozzine di discussioni, storie e aneddoti presentati in questi articoli.
Anche se alcuni problemi specifici di genere influiscono sul peso e sul dimagrimento - come menopausa e ormoni in generale - i metodi fondamentali, mediante i quali uomini e donne perdono peso e non lo riguadagnano, sono sempre gli stessi.
Sebbene il personaggio principale di questo libro sia un maschio, ciò che potrete imparare dal suo successo e dalla sua ampia ricerca si applicherà anche a voi, indipendentemente dal vostro sesso.
Applicate i consigli che scriveremo al vostro caso specifico – sia che siate maschi o femmine – aggiustando l’apporto calorico a seconda della vostra stazza, dei vostri livelli di attività fisica e dei vostri obiettivi.

3. L'Italia è grassa… Che ama(g)rezza!
Circa il 40% degli italiani sono obesi o in sovrappeso. Com’è possibile?
Le porzioni servite nei ristoranti sono molto più abbondanti del solito e i menu grandi nei fast food sono la norma. La maggior parte delle persone sottovaluta moltissimo il numero di calorie che consuma.
E non è soltanto un problema di calorie. Molte persone consumano grandi quantità di sodio e zucchero, oltre ai tipi sbagliati di grassi; inoltre, lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio si trova ormai quasi dappertutto.
Gran parte del Paese si rimpinza di cibo dallo scarso valore nutritivo. Sebbene siano tutti pieni di calorie in eccesso, la maggior parte degli americani manca di alcuni valori nutrizionali importanti.
I fast food e lo sciroppo di mais non esistevano 50 anni fa. Infatti l’obesità non era certo un problema allora.
L'Italiano medio ingerisce, giornalmente, 300 calorie in più rispetto a 25 anni fa. Queste calorie extra, ogni giorno, equivalgono a 109.500 calorie extra annuali.
In più, generalizzando, la gente è meno attiva del solito. Circa il 35% degli Italiani è sedentario e non fa mai esercizio fisico.
Quindi, dato che la maggior parte delle persone non fa niente per consumare le calorie in più che assume, non c’è da meravigliarsi se quasi due terzi degli americani sono obesi o in sovrappeso.
Lo stesso problema colpisce anche altri paesi –
Le conseguenze sono gravi – non solo per la salute e il benessere dell’individuo, ma anche in termini di esponenziale aumento di richieste per servizi medici.

4.Sottoponetevi a check-up fisico prima di iniziare
Il vostro dottore dovrebbe essere un esperto di dietologia e nutrizione. Tuttavia, secondo uno studio dell’Università di New York, solo il 3% degli studenti in medicina segue i corsi facoltativi di nutrizione.
Se il vostro dottore non è un esperto in dietologia e nutrizione, potete far riferimento a un bariatrico – un dottore che si occupa delle cause, della prevenzione e del trattamento dell’obesità

5. Questi articoli e il libro che vi consiglieremo è dettagliato
Meglio capirete gli aspetti pratici di un reale dimagrimento, più prontamente avrete la possibilità di perdere peso e non riacquistarlo. Ecco perché questi articoli e libri sono accurati.

Noi vi offriamo tre categorie di informazioni:
Informazioni con le quali, probabilmente, avete già familiarità, in quanto è materiale approfondito che spesso viene promosso da altri mezzi.
Materie con le quali, probabilmente, avete familiarità, ma non a livello specifico come sarà il nostro libro.
Informazioni su temi particolari, derivati dalla nostra ricerca, dei quali probabilmente non avete mai sentito parlare.
Il modello di dimagrimento mostrato in questo libro ha già funzionato per moltissime persone e un nostro autore ne è solo un esempio.

Se applicate i consigli che daremo, perderete peso e non lo riguadagnerete più.
PARTE I
UN’ANALISI DI ALCUNE TRA LE DIETE DELLA VITA DI BRAD
1. Il programma “magico” per perdere peso                                                                  
2. La dieta da matrimonio                                                                                              
3. Le diete ordinate dal dottore – I e II                                                                          
4. Mangia, bevi e sii felice!                                                                                            
5. Finalmente…il successo! Dopo un problema o due                                                  

Terminologia importante
Processare il cibo può essere qualcosa di semplice come sbucciare una pesca, tagliare una carota o qualsiasi altra forma di cucina. Ma con “cibo processato” ci riferiamo a prodotti che hanno subito un trattamento fisico o chimico, che porta a un sostanziale cambiamento nello stato del cibo stesso. Di solito, in questi trattamenti, i valori nutritivi vengono rimossi, il gusto e la consistenza vengono modificati, mentre sono aggiunti zucchero, grassi, sale, emulsionanti, coloranti, aromi e altri additivi.
Le due categorie principali di questi cibi trattati sono “cibo spazzatura” e “cibo da fast food”, ma alcuni usano questi due termini senza distinzioni di sorta.
La dicitura cibo spazzatura si riferisce ai prodotti come le caramelle, che contengono molte calorie ma nessun significativo valore nutrizionale; oppure ai cibi che, per natura, contenevano valori nutrizionali ma che, dopo il trattamento e l’aggiunta di altri ingredienti, sono diventati poco salutari – ad esempio, le patatine.
Il termine cibo da fast food si riferisce, nello specifico, ai prodotti come gli hamburger, la pizza o il pollo fritto, preparati secondo metodi standardizzati e che possono essere venduti velocemente e senza grosse spese.
Il cibo spazzatura è sempre poco salutare. Tuttavia, dato che vengono usati ingredienti naturali, questi alimenti possono ancora essere salutari, ma senza i vari trattamenti a cui vengono sottoposti. Il cibo da fast food a cui ci riferiamo in questo libro, tuttavia, a meno che diversamente specificato, è del tipo non salutare.


Siate informati e consapevoli – leggete le tabelle nutrizionali.


Il programma “magico” per perdere peso
Molte persone alle prese con il proprio peso sono state spinte all’acquisto di pillole per il dimagrimento e preparati vari, attirate da annunci senza scrupoli che parlavano di miracolosi risultati ottenuti mediante l’uso di prodotti-spazzatura. Questo è il caso di Brad.
Brad, per decenni, ha seguito diete yo-yo croniche. Mangiava in modo salutare fino all'estate, dopodiché si gonfiava durante l'autunno e l'inverno. A 25 anni aveva già perso e riguadagnato quasi 136 chili.

Gennaio era sempre il mese in cui iniziava una nuova dieta, con l’ultimo tipo di programma o l’ultimo modello di pillola. Alla fine del 1991, con una nuova dieta che incombeva all’orizzonte, Brad lesse la pubblicità di un super favoloso programma per dimagrire.
Quest’annuncio affermava che chiunque poteva perdere fino a 45 chili, al massimo in 12 settimane. Foto significative del “prima” e del “dopo” corredavano la pubblicità.
Convinto che il programma avrebbe potuto funzionare, Brad sborsò 125 dollari. Adesso aveva la sua dieta di Capodanno.
La routine comprendeva duri esercizi, alimentazione limitata, grandi quantità di acqua e una gamma di pillole. Rispecchiava in tutto e per tutto la disciplina richiesta a un bodybuilder in fase di preparazione per una competizione. Era il programma più esigente che Brad avesse mai visto, figurarsi provato.
Brad seguì la routine, mangiando a piccoli pasti frequenti composti da petti di pollo senza pelle, bianchi d’uovo, tonno e un sacco di frutta e verdura. I quasi4 litrigiornalieri d’acqua erano definiti come ciò che “lavava via il grasso”.
Corse a navetta e scalò gradinate – si spinse così al limite che spesso vomitò.
E sollevò pesi senza darsi tregua.
Non aveva la minima idea di che cosa fossero le pillole che ingeriva, ma facevano parte del programma, che Brad seguì diligentemente, senza farsi domande.
Dopo 12 settimane pesava 70 chili: ne aveva persi 23,5. Quella era la quarta volta che Brad perdeva più di 20 chili in un colpo solo.
Il programma fu devastante, ma lo furono anche i risultati. Il viso di Brad era scavato, aveva le vene ben evidenti sugli arti e, finalmente, si vedevano gli addominali. La sua sicurezza crebbe a dismisura.
Ironicamente, la base del successo di questo super programma fu anche la base per il suo fallimento. Distrutto dalla severità della routine, Brad, dopo aver ottenuto i risultati sperati, arrivò alla fine della dieta e disse “ora basta”.
Privato per lungo tempo di hamburger, patatine e pizza, li desiderava ardentemente, adesso più che mai. Dopo essere tornato alla sua normale routine alimentare, non gli ci volle molto prima di veder sparire gli addominali e rispuntare la pancia.

ANALISI
Perché questo programma ha funzionato e perché ha fallito
Brad mangiava piccole porzioni di cibo a intervalli frequenti, con un apporto giornaliero di 1000-1200 calorie. Questo, unito al rigore del sollevamento pesi e alla corsa intensiva, aveva permesso di sciogliere velocemente il grasso corporeo . La combinazione tra un severo programma di allenamento e il controllo della dieta era il “segreto” di quel piano.
Oltre alle calorie che Brad bruciava durante gli allenamenti, era probabile che il programma ultra intensivo, per un breve periodo dopo ogni sessione, gli avesse accelerato il metabolismo e aumentato l’emissione calorica.
Brad, probabilmente, mise qualche chilo di muscoli in più durante il programma, il che giovò senz’altro ai suoi sforzi per perdere peso.
Le pillole, probabilmente, avevano contribuito con un effetto placebo e con una maggiore dispersione di liquidi, ma in sostanza servivano a giustificare l’alto costo del programma.
La maggior parte delle pillole per perdere peso – sia che affermino di bruciare i grassi, di controllare l’appetito o di aiutare a buttare giù chili in altri modi – reca, stampato in piccolo sulla confezione, la frase “i risultati ottenuti sono da considerarsi applicati alla dieta e all’esercizio fisico." Le pillole possono, comunque, assicurare un effetto placebo. Se credete davvero che possano bruciare i grassi, per esempio, potreste essere più inclini ad allenarvi più duramente e a fare diete più severe. L'esperienza di Brad ne è l'esempio perfetto.
I programmi ultra restrittivi non funzionano a lungo termine, perché quel grado di sacrificio non può essere mantenuto per periodi estesi. Dato che le feste, il cibo spazzatura e il cibo da fast food erano importanti per Brad, quel programma super pubblicizzato non aveva speranze di durare troppo a lungo.
Alla base del peso di Brad e dei suoi fallimenti nel dimagrire, c’erano anche problemi psicologici. Problemi che doveva analizzare e risolvere, se voleva perdere peso e non riguadagnarlo.

 

“Essendo così provato da difficili diete ed esercizi, ogni fine settimana si concedeva una sorta di abbuffata notturna.”


La dieta da matrimonio
Avete mai provato una dieta d’urto per perdere velocemente qualche chilo in occasione, per esempio, di un matrimonio, una vacanza o magari una cena di classe? Potreste aver raggiunto qualche risultato nell’immediato, ma probabilmente avrete ottenuto solo un fallimento nel lungo termine. A Brad è successo un sacco di volte.
Dato che era molto provato dalle restrizioni del super programma descritto nel capitolo precedente, il cibo divenne un’ossessione. Aveva già riguadagnato 11 chili quando iniziò una relazione con una nuova ragazza, nell'autunno del 1992, all'età di 27 anni.
Sebbene la relazione stesse andando bene, si stava delineando un dramma. La ragazza di Brad amava cenare al ristorante e mangiare al fast food. Inconsciamente stava dando spazio a quelle tentazioni che scatenavano i problemi di sovralimentazione di Brad.
Iniziò a frequentare assiduamente i buffet “all you can eat” e a organizzare cene in grande stile, oltre che a riscoprire i fast food. Per questi motivi, il suo peso schizzò a 102 chili -5 inpiù del peso più alto mai raggiunto nella sua vita.

Sapeva benissimo che la sua salute stava cominciando a risentirne, ma non gli importava. Finalmente era felice, ma stava conducendo una vita poco salutare…
Se seguire diete non aveva funzionato, perché faticare per provarci ancora? Mangiare lo faceva stare bene, al contrario dell’essere a dieta. Gli piaceva troppo mangiare per smettere.
Dopo due anni di corteggiamento, Brad fece la fatidica proposta alla sua ragazza, che accettò.
Sebbene la relazione lo esaltasse psicologicamente, tuttavia egli viveva in uno stato di negazione perenne.
All’inizio non sembrava neanche accorgersi di quanto stesse diventando in sovrappeso – era troppo impegnato a godersi la vita. In seguito, però, dopo un po’ di tempo in cui veniva preso in giro per il suo aspetto prominente, Brad si rese finalmente conto di essere grasso.
Promise alla sua novella fidanzata che non l’avrebbe messa in imbarazzo per via del suo aspetto in occasione del giorno più importante della loro vita. Giurò di tornare in forma per il matrimonio, al quale mancavano quattro mesi. La cerimonia era stata fissata per il 24 febbraio del 1995, la vigilia del suo trentesimo compleanno.
In lui rinacquero le motivazioni perché, sebbene si fosse impegnato a dimagrire per la sua fidanzata, in fondo Brad lo faceva anche per se stesso. Doveva farlo.
Assomigliava in maniera imbarazzante a una “patata su due stuzzicadenti”: gli effetti del suo repentino guadagno di peso cominciavano finalmente a farsi sentire.
Per dimagrire, Brad si rivolse ancora una volta ai principi appresi dal super programma – corsa e sollevamento pesi rigorosi, uniti a sei ristrettissimi minipasti giornalieri. Se aveva funzionato una volta, perché non avrebbe dovuto funzionare ancora?
Tuttavia, essendo così provato da difficili diete ed esercizi, ogni fine settimana si concedeva una sorta di abbuffata notturna. Una pizza, un sacchetto di tacos, due spuntini notturni al ristorante locale sempre aperto o una dozzina di mini hamburger: Brad non riusciva a controllarsi.
Inutile dire che la dieta non stava funzionando. Il peso restava uguale. Brad entrò nel panico. Perse la testa e iniziò letteralmente a farsi morire di fame. Per sei settimane consumò soltanto latte scremato, barrette proteiche, burro d’arachidi e acqua. Buttò giù 83,5 chili per il matrimonio anche se, insieme al grasso, perse anche un sacco di muscoli. Però aveva raggiunto l’obiettivo.
Adesso doveva perdere ancora più peso, in previsione della loro luna di miele a Los Angeles, in California. Avrebbero trascorso quei giorni su spiagge rinomate per gli splendidi fisici dei bagnanti. Brad aveva altre quattro settimane a disposizione per raggiungere la forma perfetta.
Diventò ossessionato dal dimagrimento, che occupava ogni suo pensiero e ogni sua azione.
Dovendo perdere peso ancora più velocemente di prima, si fece tentare dai proclami di “risultati veloci” di una famigerata pillola brucia-grassi.
Le pillole (che erano essenzialmente “speed”) lo fecero piombare in un incubo: lo resero lunatico, irritabile e con la nausea, spesso fradicio di un sudore freddo e con le mani tremanti. Ebbe anche spaventose palpitazioni.
Limitò ulteriormente l’assunzione di cibo, assumendo solo 500-700 calorie giornaliere da piccole porzioni di latte scremato e burro d’arachidi. Inoltre, sebbene avesse pochissime energie dovute alla mancanza di calorie e fosse così stordito da poter a mala pena guidare un’auto, Brad si allenava ancora duramente.
Il piano da fame che seguiva produsse il solo risultato di trasformarlo in pelle e ossa. Sebbene, infatti, avesse perso 76 chili per la luna di miele, Brad aveva ancora la pancetta, mentre le sue braccia e il suo petto si erano ridotti a un niente.
Appariva così emaciato perché aveva perso troppa massa muscolare. Il suo viso era scarno, tanto che, prima della partenza per Los Angeles, un amico gli chiese: “Brad, stai facendo lo sciopero della fame o cosa? Sembra che tu stia per morire.”
Una volta arrivato sulla spiaggia e aver osservato tutto il giorno persone dal corpo atletico che si divertivano, la fiducia di Brad naufragò miseramente. Nonostante si fosse allenato quanto più duramente possibile nel tentativo di ottenere un fisico da spiaggia, la sua figura emaciata – unita all’onnipresente pancetta – non raggiungeva gli standard richiesti.
Era così intimidito dai corpi perfetti che lo circondavano, che mentalmente si arrese. Abbandonò ogni pensiero riguardante salute e forma fisica e decise di godersi il resto della sua luna di miele senza negarsi nulla. Fu così che tornò ad abbuffarsi, senza essere in grado di controllarsi. Mangiò così tanto che, quando tornò a casa una settimana dopo, si ritrovò con 83 chili in più addosso. Sua moglie, invece, non era ingrassata di un grammo: Brad mangiava la maggior parte dei pasti di lei, oltre che tutti i suoi. Presto tornò a pesare 102 chili, grazie alle rinate, vecchie, comode abitudini – fast food, feste e buffet “all you can eat”.
Parlando di Brad e del fatto che iniziava sempre varie diete, senza mai finirne una, i suoi amici iniziarono a definirlo la “cavia di diete fallimentari.”

ANALISI
Perché questo programma ha funzionato e perché ha fallito
Il motivo per il quale Brad ha iniziato a prendere peso è piuttosto comune. “Essere a dieta” era per lui solo una fonte di insoddisfazione profondamente radicata, contro la quale si ribellava. Cominciò ad adagiarsi in una comoda routine, che gli permetteva di mangiare quello che voleva, quando voleva. Ed era contento di questa situazione, perché la metteva a confronto con il senso di frustrazione e infelicità che aveva vissuto nel corso degli ultimi dieci anni.
Brad mostrava molti sintomi del disturbo da alimentazione incontrollata, mentre sua moglie, inconsapevolmente, lo metteva in situazioni che scatenavano quelli che erano i suoi problemi di fondo (dei quali nessuno dei due, all’epoca, era a conoscenza).
Sebbene la moglie di Brad amasse mangiare al fast food e al ristorante, teneva sempre sotto controllo le porzioni, mantenendosi in forma grazie a un continuo impegno nell’esercizio fisico. Infatti restava magra.
Chiunque viva di pillole brucia-grassi, di burro d’arachidi e di latte scremato può perdere peso. Ma 500-700 calorie al giorno non sono neanche lontanamente sufficienti a fornire il nutrimento necessario al sostentamento. Affamarsi è molto pericoloso. Può ridurre gli elementi nutritivi essenziali al corpo e gli elettroliti, oltre a causare ulcere.
Quando riducete drasticamente l’apporto calorico, il vostro corpo automaticamente rallenterà il proprio metabolismo per autopreservarsi. Inoltre, se smettete di mangiare, il corpo si attiva automaticamente a conservare del grasso e le diete estreme sono uno dei principali fattori scatenanti di questo processo.
I progressi iniziali di Brad furono vanificati dai suoi weekend più che indulgenti. Affamandosi prima e abbuffandosi poi, sempre di più, non stava facendo altro che allenare il suo corpo a mantenere delle riserve di grasso. Una volta iniziata a tempo pieno la dieta affamante, il suo corpo si armò per conservare avidamente ogni singolo grammo di grasso che veniva ingerito. Ecco perché gli era difficile perdere la pancetta e il grasso sui fianchi. Inoltre, non dando al corpo abbastanza cibo, necessario per sostenere le funzionalità, ecco che venivano intaccati i tessuti muscolari, per rimediare all’insufficienza calorica. Con la perdita di circa 4-7 chili di tessuto muscolare, sostanzialmente Brad aveva ridotto la sua produzione energetica giornaliera.
Sebbene Brad avesse perso quasi 26 chili, secondo la bilancia, dai 4 ai 7 di questi erano tessuto muscolare precedentemente guadagnato con grande fatica, mentre il resto era una combinazione di grasso e ritenzione idrica. Bruciava molte calorie con la corsa e il sollevamento pesi – come aveva fatto prima, con il super programma – ma perdeva muscoli, invece di aumentarli, a causa di un’alimentazione insufficiente.
Le pillole per perdere peso in stile anfetamina possono essere molto dannose. Sono molto comuni, in chi le prende, tutti gli effetti collaterali provati da Brad.
Il fallimento di Brad è un esempio del perché le diete estreme non funzionano mai a lungo termine. Aveva perso 26 chili così rapidamente da riacquistarli subito tutti, poco dopo.

“In meno di un anno – nonostante le molte pillole dietetiche che prendeva – Brad ingrassò fino a pesare 120 chili”



Le diete ordinate dal dottore – I e II

Le influenze traumatiche esterne possono avere un impatto traumatico sulla vostra salute e possono rendere ancora più difficile perdere peso. Brad ha subito anche questo.
Dato che stava invecchiando – era ben oltre i 30 – Brad iniziò a preoccuparsi della sua salute.
Intorno alla seconda metà degli anni ’90 provò molte delle diete e delle pillole che andavano di moda in quel periodo, senza ovviamente riscontrare nessun progresso duraturo. Sebbene volesse perdere peso, l’essere a dieta rappresentava sempre una fonte continua di frustrazione.
Ma non era il solo. Perdere peso era una sfida, negli anni ’90. L’enorme quantità di teorie, tendenze e trucchetti lasciava sempre qualcuno insoddisfatto.
Molti, pochi o senza carboidrati?
Molte o poche proteine?
E le nuove pillole brucia-grassi?
Ogni trainer sembrava avere una propria teoria su cosa funzionasse o meno. Da ex personal trainer, a Brad sembrava così assurdo che anche lui avesse così tante difficoltà.
Riuscì anche a trovare un metodo sensato per perdere peso. Alla fine del 1998 ottenne un dimagrimento decente mediante la riduzione drastica del cibo trattato, cucinando più spesso a casa e smettendo una volta per tutte di mangiare ai fast food. Ancora una volta, però, i risultati non durarono a lungo.
Dopo essere tornato a 90 chili, Brad cambiò carriera lavorativa: venne assunto con orari devastanti nello stressantissimo mondo dell’intermediazione finanziaria dei beni immobili. Era un lavoro “o la va o la spacca”, retribuito solo mediante commissioni, dalle quote e deadline impressionanti. La pressione era assicurata. Se non funzionavi, venivi ridicolizzato e licenziato in tronco.
Ecco che il comfort dato dalle abbuffate diventava una necessità, per un Brad provato dalla snervante settimana lavorativa: fast food e buffet “all you can eat” tornarono ancora una volta a essere la base della sua dieta. In meno di un anno – nonostante le numerose pillole dietetiche che prendeva – Brad ingrassò fino a pesare 120 chili. Gli venne dato lo scherzoso soprannome di “Big Brad” grazie al suo ritrovato girovita.
Stava mangiando troppo, frequentando troppe feste, subendo troppo stress e inghiottendo troppe pillole. Non erano rare le volte in cui si ritrovava a giacere sul divano, madido di un sudore freddo e con il cuore che batteva a mille. C'erano anche volte in cui si sentiva il cuore sul punto di esplodere.
Prima o poi doveva succedere qualcosa: infatti Brad ebbe un collasso al lavoro. I suoi colleghi, inorriditi, pensarono a un attacco di cuore. Brad si sentiva il cuore battere furiosamente, insieme a un dolore acuto al petto. Era così terrorizzato dal pensiero di stare per avere un vero attacco di cuore, che svenne. Dopo una notte in terapia intensiva, scoprì di aver avuto una combinazione tra attacco di panico e reflusso acido, dagli effetti simili a quelli di un infarto.
Il dottore disse che erano lo scarso controllo dell’alimentazione e il grande aumento di peso, tra le altre cose, i fattori che avevano aiutato a scatenare quel brutto reflusso acido. E il dolore acuto al petto era il risultato dell’esofago infiammato dal rigurgito dei succhi gastrici. Il dottore disse a Brad che il suo attacco di panico era una risposta del sistema nervoso simpatico allo stile di vita molto poco salutare, unito all'adrenalina e al troppo stress.
I sintomi da attacco di panico che aveva provato erano molteplici: tremore, respiro corto, palpitazioni, dolori al petto, vampate, sensazioni di bruciore al viso e al collo, sudore, nausea, vertigini, sensazioni di leggerezza, iperventilazione e una sensazione di soffocamento. Non c’è da meravigliarsi se questi sintomi sono spesso interpretati come un preludio dell’infarto.
Il dottore fu molto chiaro: basta fast food, basta cibo spazzatura, basta mangiare a tarda notte e basta abbuffate. A Brad fu ordinato di fare una dieta bilanciata, basata su cibo normale ma nutriente, con porzioni quantitativamente più modeste. Gli fu anche detto che al corpo umano serve esercizio fisico: gli fu prescritto di iniziare a fare qualche camminata e qualche corsetta leggera.
Il dottore istruì Brad sui pericoli dell’ossessione per le diete con pillole anfetaminiche, paragonandole a una roulette russa con in palio la propria vita. Ordinò di smetterla con le pillole dietetiche. Per sempre.
Brad lasciò il suo lavoro ultra stressante e si inserì in un business del quale aveva sempre voluto fare parte. Si fece fare un prestito e acquistò un impianto per corse di auto da pista. Era un enorme impegno finanziario, ma lo spavento provato lo rese consapevole di avere solo una vita da vivere, e volle quindi provare a realizzare il suo sogno.
Lo stress si attenuò. Stava anche mangiando meglio e facendo esercizio – proprio come gli aveva ordinato il dottore. Calò fino a 97 chili nell’aprile del 2001 sentendosi, in un certo senso, anche in salute. Ma i suoi progressi avrebbero avuto vita breve.
Il business delle corse all’aperto dipendeva dal tempo atmosferico. Brad incappò in una serie sfortunata di fenomeni meteorologici e dovette cancellare nove date consecutive, a causa della pioggia. Riuscire a soddisfare gli obblighi finanziari e restituire i prestiti senza alcuna entrata era dura. Per far fronte alla sua angoscia, Brad divorava cibo, beveva birra e sedeva sul divano davanti al Canale Meteo, deprimendosi sempre di più. Stava anche iniziando a bere pericolose quantità di alcol – fino a 12 birre al giorno.
Ma fu la tragedia dell’11 settembre 2001 che fece superare a Brad il punto di non ritorno. La grande perdita di vite umane lo devastò. Iniziò a pensare che il mondo sarebbe finito e chela TerzaGuerraMondiale sarebbe stata inevitabile. Gli effetti di quel giorno orribile influirono sull’economia mondiale e ostacolarono ulteriormente il business delle corse, che si fondava sulle spese discrezionali. La gente stava a casa molto più di prima.
Il business di Brad era paralizzato.
La sua azienda in fallimento e i devastanti effetti della tragedia nazionale fecero piombare Brad in una depressione debilitante. Le sue abbuffate e il bere aumentarono ancora. La sua salute era ancora una volta in pericolo. Dopo aver ignorato le prescrizioni del dottore per otto mesi, Brad tornò a farsi visitare. Era ingrassato fino a più di 113 chili e i suoi livelli di colesterolo e pressione sanguigna erano pericolosamente elevati.
Come un disco rotto, il dottore ordinò ancora a Brad di mangiare in maniera sana, fare esercizio, bere meno e ridurre lo stress.
Stavolta era arrivato davvero il momento di dare retta agli ordini del dottore.

ANALISI
Perché questo programma ha funzionato e perché ha fallito
Alla base dei problemi di peso di Brad c’erano delle questioni psicologiche. Rifugiandosi nel cibo per trovare conforto ogni volta che doveva affrontare una situazione stressante, mostrava ulteriori sintomi della sindrome da alimentazione incontrollata.
Il livello di stress che Brad dovette affrontare in seguito al fallimento della sua attività era, come lui stesso lo definiva, “debilitante.” Lo stress stimola il corpo a rilasciare un ormone chiamato cortisolo, che riduce la sensibilità del corpo nei confronti della leptina – l’ormone che avverte il cervello quando sei pieno.
Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che secernono livelli più alti di cortisolo, in risposta a stress cronico, tendono ad abbuffarsi per consolazione e a mettere su peso. Lo stress può comportare alta pressione sanguigna e dolori al petto. Questo, unito agli effetti collaterali delle pillole dietetiche, può aver contribuito al collasso di Brad a lavoro.
Lo stress diventa anche più dannoso quando le persone si rifugiano nell’alcool. Invece di alleviare lo stress, l’alcool tende a mantenerlo nel corpo, rendendo ancora più complessi i problemi già presenti.
Molte pillole dietetiche e brucia-grassi contengono ampie dosi di un mix di ingredienti simili alla caffeina. Il loro uso può provocare seri rischi per la salute.
Le pillole controverse che Brad stava assumendo – uno stimolante simile all’anfetamina, che accelera il battito del cuore e comprime i vasi sanguigni – sono state proibite dalla Food and Drug Administration (FDA) americana, dopo che sono state collegate a 155 decessi.
Ma la dieta “niente fast food” con la quale Brad aveva, inizialmente, avuto un moderato successo, è stata utile.
Diciamo che, con quella, si è messo sulla buona strada.

“Per Brad, il cibo divenne l'arma contro la depressione”



Mangia, bevi e sii felice!

La morte di un familiare può avere gravi ripercussioni sulla vita di una persona e causare seri problemi di salute. Tutto questo accadde a Brad.
Per la restante parte del 2001, la sua vita continuò a essere dominata da cibo e alcol. Verso la fine dell’anno, però, riuscì a ritrovare la forza di tornare a lavorare. Vendette la sua attività di corse automobilistiche e, nel dicembre del 2001, tornò a essere parte della stressante arena della finanza immobiliare.
Per evitare l’onnipresente stress che si accompagnava alla sua professione, Brad tentò di godersi un ambiente lavorativo un po’ più rilassato. Tuttavia, quest’intenzione venne minata alla base dagli stupidi comportamenti dei suoi colleghi, che fumavano una sigaretta dopo l’altra e bevevano birra di continuo. Brad tentò di seguire le prescrizioni del dottore, ma i suoi colleghi vivevano di cibo trattato, mangiandolo davanti a lui. Tutte le riunioni dell’azienda si tenevano alla taverna locale, che offriva sempre un’allettante quantità di stuzzichini ipercalorici e bevande alcoliche.
Tutto ciò frustrava moltissimo le motivazioni per dimagrire di Brad, che smise ancora una volta di seguire gli ordini del dottore.
Nella primavera del 2002 sentì il bisogno di un altro cambiamento e riuscì a trovare un impiego che soddisfava i bisogni della sua salute e le sue aspirazioni lavorative. Dato che era una piccola ditta, Brad pose una condizione alla sua assunzione: parlando con il nuovo capo e con i nuovi colleghi, si fece promettere che non si sarebbero verificate sfilate di cibo insalubre davanti a lui e che sarebbero stati rispettati i suoi sforzi per perdere peso e riguadagnare la salute. Aveva posto le basi per un ennesimo tentativo di dimagrimento. Con il pieno supporto del suo nuovo capo, il 2002 sarebbe stato l'anno in cui Brad avrebbe davvero tentato di seguire i consigli del medico.
Dopo qualche tempo, Brad venne a sapere che alcuni amici avevano perso parecchio peso con una “dieta senza carboidrati” e decise di provarla anche lui.
Niente carboidrati per due settimane lo fecero diventare pazzo. Perse, sì, un po’ di peso, ma era così apatico e stordito che non riusciva più ad andare avanti. Gli mancavano le patate fritte, le patatine, la pizza. Gli mancava vivere. Questa dieta era l’emblema della miseria.
Dopo aver ceduto alla tentazione di una tre giorni di abbuffata nervosa, Brad aveva chiuso con la dieta a zero carboidrati. Aveva perso 4 chili e mezzo, ma ne aveva riguadagnato uno in più e pesava ancora più di 113 chili.
Forse si era spaventato per via delle restrizioni di quel fiasco a zero carboidrati, ma tant’è, divenne più ossessionato che mai dal cibo. Essersi privato di patatine, patate fritte e pizza per qualche settimana gliele aveva fatte bramare più che mai. Quando riusciva a mettere le mani su uno di questi alimenti, gli era impossibile non abbuffarsi. La dieta “senza carboidrati” gli aveva messo in subbuglio la mente.
Il 2002 divenne un inferno alimentare: Brad sperimentò praticamente ogni dieta e rimedio presenti sul mercato, ma il peso non se ne andava e lui stava sempre peggio. Era come se avesse una sorta di atteggiamento autodistruttivo: ogni dieta falliva ancor prima di avere la possibilità di iniziare a funzionare.
Sia per via degli strascichi del fallimento della sua attività, che per il fatto che gli Stati Uniti erano entrati in guerra, il 2002 fu un anno disgraziato.
E finì malissimo.
Qualche settimana prima di Natale, il fratello lo informò del fatto che loro padre era in ospedale in condizioni terminali. Brad aveva ancora la possibilità di trascorrere qualche giorno al capezzale dell’amato padre, prima che morisse.
La vista e il suono dell’elettrocardiogramma piatto mentre sorreggeva suo padre lo sconvolsero profondamente, distruggendolo a livello emotivo.
Era molto legato ai suoi genitori, ma al padre in modo particolare. Era sempre stato molto presente nella vita di Brad, compreso durante il business delle corse.
La perdita del padre fu, per Brad, l’esperienza più sconvolgente della sua vita.
Prima di morire, suo padre lo apostrofò severamente, dicendogli: “Figliolo, devi perdere un po’ di peso. Sono preoccupato per te. Promettimi che dimagrirai e tornerai in salute.”
Brad promise che ci avrebbe provato. Quella fu la loro ultima conversazione. Pochi giorni prima del Natale 2002, ci fu il funerale.
Brad era talmente amareggiato e addolorato, che pianse per due settimane chiuso nel seminterrato. Era distrutto dal dolore. Per combatterlo, iniziò a bere parecchio, mangiando ogni notte tonnellate di pizza da asporto - di solito una pizza grande con carne - oltre alle patatine e ad altro cibo spazzatura.
Era sul punto di mettersi in proprio nel settore dell'intermediazione immobiliare, prima della morte del padre.
Nonostante il discorso del defunto genitore, per Brad era diventato impossibile concentrarsi su qualsiasi cosa, meno che mai su una dieta. La sua profonda depressione continuò fino a giugno, quando dovette sopportare, in sequenza, la festa del Papà e il compleanno del suo defunto padre.
Alla fine, Brad non aveva più lacrime da versare. Doveva andare avanti, trovando finalmente le motivazioni per rispettare le ultime volontà del genitore e tornare in salute.
Con un entusiasmo senza precedenti, iniziò a esercitarsi duramente. Troppo duramente.
Era in condizioni fisiche pessime a causa dei mesi di inattività: si strappò la cuffia dei rotatori sollevando un peso e si stirò gravemente un muscolo del polpaccio mentre correva. Non poteva né sollevare pesi né correre, le due attività principali del suo programma di allenamento.
Indipendentemente da quanto duramente ci provasse, non riusciva assolutamente a fare esercizio con questi due infortuni e si scoraggiò. Poi ebbe un'illuminazione: “Al diavolo tutto - mangia, bevi e sii felice... vivi appieno la vita... è tempo di festeggiare.”
Forse era la crisi di mezza età, ma Brad voleva veramente godersi la vita. Iniziò a mangiare in ristoranti rinomati, godendosi senza rimorso l’amata pizza e altri cibi da fast food, divertendosi con tutto il cuore.
La festa non-stop durò fino al Natale del 2004.
Era grasso e fuori forma, ma non gli interessava, perché finalmente era felice. Festeggiare e mangiare era molto più divertente che preoccuparsi dei grandi problemi della vita – la maggior parte dei quali era al di là del suo controllo.
E festeggiare e mangiare era molto più divertente che stare a dieta.
Dentro di sé Brad era consapevole del fatto che stesse evitando il problema, ma l’atteggiamento “vivi la vita al massimo” gli aveva fornito una via d’uscita.
Nonostante tutte le avversità che aveva fatto passare a sua moglie, lei non fu mai arrabbiata con lui a causa delle sue stupide scelte. Lo amava incondizionatamente, anche quando era depresso o arrabbiato. E lo amava allo stesso modo, sia quando era grasso che quando era magro. Finalmente, Brad capì quanto era fortunato ad avere una moglie che gli desse un così grande sostegno, nonostante lui le avesse fatto passare momenti d'inferno.

ANALISI
Perche Brad continuava a fallire
Una tragedia può devastare la vita di una persona. Per Brad, il cibo divenne l'arma contro la depressione. Mangiare senza tregua era il suo modo per sfuggire ai problemi emotivi che lo attanagliavano. Trovò un diversivo nell’alcol e nel cibo e, sebbene affermasse di essere felice, la sua era tutta una facciata per coprire i veri problemi che stava vivendo.
Molte persone cercano di convivere in questo modo con le tragedie. Brad avrebbe dovuto essere aiutato da un professionista. Come lui, molti ignorano i problemi che hanno, o cercano di risolverli da soli. Quest’atteggiamento, alla lunga, può peggiorare la situazione.
La dieta “senza carboidrati”, oltre a essere potenzialmente pericolosa e poco sicura a livello nutrizionale, può anche aggravare i problemi di sovralimentazione. Questo programma si è attirato aspre critiche da parte di moltissime associazioni, tra le qualila NationalAcademyof Sciences, l’American Medical Association, l’American Dietetic Association, l’American Heart Association,la ClevelandClinic, l’American College of Sports Medicine ela NationalInstituteof Health.
Tutti gli amici di Brad che avevano perso peso con la dieta “senza carboidrati” l’hanno ripreso tutto.
Inoltre è indispensabile che un programma di allenamento inizi leggero, con incrementi e progressi graduali, per evitare gli infortuni. Più avanti siete con gli anni, più dovete stare attenti e riscaldarvi adeguatamente, iniziare leggeri e con esercizi facili, per poi progredire a poco a poco.

“Abbandonò i principi che erano stati alla base dei suoi precedenti fallimenti – pillole dietetiche, rimedi, diete alla moda e privative, oltre a qualsiasi aspettativa di ottenere risultati rapidi.

“E chiese il consiglio di persone vere che avevano perso un sacco di peso senza riguadagnarlo, seguendo le loro indicazioni.”



Finalmente… il successo! Dopo un problema o due…

A Santo Stefano dell’anno 2004, le feste non-stop di Brad persero il loro appeal. Mancavano pochi giorni all’inizio di un nuovo anno e incombevano le 40 primavere. Era il momento giusto per cominciare una nuova vita.
Brad riorganizzò le sue priorità. Mise la salute al primo posto della lista - 40 anni erano troppi per scherzarci su. Si ricordava chiaramente le ultime parole di suo padre. Era guarito dai vecchi infortuni ed era pronto a raggiungere finalmente il successo.

Il primo gennaio del 2005, Brad pesava 120 chili. Aveva bisogno di un programma dimagrante che funzionasse a lungo termine. Per ottenere risposte affidabili su diete che avevano funzionato veramente, Brad decise di chiedere a coloro che avevano intrapreso diete efficaci – la maggioranza delle quali erano donne – come avevano fatto a perdere peso e a non riacquistarlo.
Brad restò affascinato da come queste persone avevano risolto i loro problemi di peso. Dopo aver parlato con molta gente, riuscì a individuare dei metodi comuni, che tuttavia non erano diversi per i due sessi - uomini e donne facevano essenzialmente le stesse cose.
Scoprì che il solo modo certo per perdere peso a lungo termine era quello, apparentemente arcaico, di mangiare sano e fare esercizio fisico. Nessuno attribuì il merito del proprio successo a una pillola o a un trucco particolare.
La chiave di tutto era la pazienza. Non c’erano scorciatoie possibili. Perdere più di mezzo chilo o di un chilo a settimana non avrebbe portato a risultati durevoli.
Brad raccolse tutte le informazioni fornite dalle persone con cui aveva parlato, passò in rassegna tutto quello che lui stesso aveva fatto in passato e confrontò quei dati in una ricerca accurata. Aveva finalmente un modello verificato di dieta, basato su veri successi. E se queste persone avevano potuto raggiungere risultati così sconvolgenti, perché lui no? Sapeva che stavolta ce l’avrebbe fatta.
Era motivatissimo.
Il suo nuovo programma di allenamento consisteva in 20 minuti di camminata o di jogging leggero tre mattine a settimana, unito a una routine di pesi due mattine a settimana. Nel weekend e nel pomeriggio erano previste attività facoltative, come una camminata a passo svelto con il cane, lavori domestici o passeggiate in bicicletta - qualsiasi cosa che gli impedisse di accasciarsi sul divano.
Si mantenne occupato per aiutare la sua mente a non pensare al cibo. Fra le altre cose, passava molte ore, ogni giorno, a fare ricerche sulla perdita di peso.
La sua dieta si basava su vari minipasti giornalieri, o piccoli snack – ma sempre cibo normale in porzioni decenti. Questo concetto dei pasti frequenti, ma più piccoli, era stato sperimentato con successo anche nel primo super programma a cui Brad, grazie alle ricerche che conduceva, aveva riconosciuto degli aspetti positivi. Tuttavia sostituì la rigida dieta prescritta da quel programma con del buon cibo cucinato in casa, aggiungendovi anche ulteriori calorie quotidiane, per godere appieno dei momenti del pasto. Questo approccio aveva prodotto buoni risultati durante il periodo della dieta “niente fast food.”
Ovviamente, la maggior parte delle persone che aveva avuto successo con una dieta, amava sempre mangiare ciò che gli piaceva. Mangiare qualcosa ogni due-quattro ore elimina i morsi della fame e la voglia di abbuffarsi. Questo rendeva il programma senz’altro facile da seguire, perché Brad non si accorgeva neanche di essere “a dieta”.
Tuttavia il suo organismo era davvero danneggiato, quando iniziò con questo nuovo approccio. Era un problema anche fare jogging per poche centinaia di metri, camminare un po' e così via. Ma non si perse d'animo.
Ogni settimana riusciva ad andare un po’ più lontano. In pochi mesi riuscì a correre per un chilometro e mezzo. Dopo altri mesi, ecco che i chilometri erano diventati più di tre. Brad continuò a sforzarsi un po’ di più ogni volta e, gradualmente, migliorò.
In poco più di un mese era sceso sotto la soglia dei 113 chili. Era il primo progresso che vedeva dopo anni. Il nuovo programma stava funzionando perché gli era facile seguirlo – era divertente.
Si pose degli obiettivi provvisori, cioè perdere peso a intervalli di 4 chili circa, invece che pensare subito a cifre scoraggianti come 45 chili totali. Era soddisfatto e sempre più motivato, perché era riuscito a ottenere trionfi regolari, anche se piccoli.
Mano a mano che l’anno passava, il peso calava… 108… 99… 95… 92… 91. Brad perdeva ora quasi un chilo a settimana, mentre la soglia dei 90 chili era in vista.
Purtroppo, quel giorno arrivò. “Purtroppo” perché Brad era talmente contento di aver perso 30 chili, che quella mattina corse troppo e si rifece seriamente male al polpaccio.
Senza poter più fare jogging, perse anche entusiasmo verso il sollevamento pesi, cosa che ostacolò le sue aspirazioni di dimagrimento.
In più, adesso, Brad avrebbe dovuto fare i conti con qualche settimana di tentazioni – dal Giorno del Ringraziamento fino a Capodanno. Le vacanze erano difficili, perché ospitava la sua famiglia che, da tradizione, voleva torte, dolcetti e altro cibo spazzatura. Non era in grado di controllarsi in mezzo a tutte quelle tentazioni.
Passato il mese di dissolutezza, salendo sulla bilancia rimase disgustato da ciò che vide – 99 chili. Nonostante gli 8 chili ripresi, sarebbe stato un nuovo anno vissuto con rinnovata concentrazione. Adesso sapeva che cosa funzionava e sapeva che avrebbe ricominciato a perdere peso. Questa consapevolezza riaccese in lui l'entusiasmo per il 2006.
Ispirato da alcune donne di mezza età, che facevano esercizio fisico due volte al giorno per sei-sette giorni alla settimana, Brad decise di intensificare l’allenamento per far fronte alla sua involontaria regressione. Faceva jogging per 40-50 minuti ogni mattina, weekend esclusi. Dato che ancora andava a velocità moderata, inserì anche qualche breve periodo di esercizio a intensità maggiore - corsa vera e propria – per permettere al cuore di pompare più velocemente. Se potevano riuscirci quelle donne di mezza età, poteva farcela anche lui.
Per prevenire gli infortuni, iniziò un programma di fisioterapia per rinforzare e allungare i muscoli dei polpacci. La prevenzione degli infortuni ha rappresentato una parte importante del successo di Brad. Il polpaccio era a posto, ma doveva rimanere così.
Spostò il programma di pesi ai pomeriggi del giovedì e del venerdì, quando aveva più energia. Si lasciò i restanti pomeriggi e i weekend per fare attività come andare in bicicletta, il pattinaggio in linea, i lavori domestici e le passeggiate con il cane. Divenne molto più attivo.
La ragione principale per la quale Brad si sentiva obbligato ad aumentare le sue attività, era perché si sentiva colpevole di aver passato tutto il giorno seduto sulle chiappe a causa di una carriera sedentaria. Ora sì che gli piaceva fare esercizio, una volta messo da parte l'approccio fanatico.
Anche il suo migliore amico stava seguendo un programma di allenamento. In questo modo, Brad trovò un compagno e ottenne un supporto ancora maggiore, sebbene solo psicologico, in quanto lui e il suo amico vivevano in città diverse. Ma le e-mail settimanali con i vari aggiornamenti lo incoraggiavano molto.
L'alimentazione di Brad era adesso una versione migliorata di quella efficace dell'anno precedente. Mangiava ancora sei minipasti molto nutrienti al giorno, ma stavolta li monitorava uno per uno con attenzione.
Ognuno di essi conteneva dai 20 ai30 grammidi proteine e dalle 200 alle 400 calorie, a seconda del momento della giornata. Mangiava uno di questi minipasti ogni due-tre ore, riducendo via via il suo apporto di carboidrati e calorie mano a mano che andava avanti nella giornata, evitando inoltre ogni tipo di spuntino notturno.
Mangiava cibo normale, come hamburger magri cucinati in casa con pane integrale, oppure petto di pollo o di tacchino, o panini al roast beef. Mangiava mele e verdure come fagioli o piselli piccoli conditi con margarina magra, o peperoni. E cucinava tutto questo cibo in maniera nutriente.
Quando era di fretta, Brad mangiava una barretta naturale sostitutiva o beveva un bicchiere di latte scremato. I suoi spuntini si limitavano a cibo nutriente, come fettine di petto di pollo o di tacchino, mandorle, arachidi, pistacchi e fettine di formaggio magro.
Dato che mangiava spesso cibo che gli piaceva, gli era difficile dire di essere a dieta.
A volte si gustava anche una birra o due, o un bicchiere di vino all’occorrenza. Scoprì che una simile ricompensa occasionale o un piccolissimo imbroglio potevano aiutarlo ad andare avanti col programma. Comunque, da quando aveva fatto della sua salute – fisica e mentale – una priorità, Brad aveva smesso di bere in modo eccessivo.
Dato che si godeva il cibo che voleva durante la settimana, inoltre, non sentiva più il bisogno di mangiare cibo spazzatura nel weekend. Tuttavia aveva la consapevolezza di potersi permettere di imbrogliare un po’ la routine, se ne avesse sentito il bisogno.
Stava imparando a gestire il suo desiderio di rimpinzarsi. Finalmente teneva a sé, alla sua salute e al suo aspetto. Mangiare male lo portava a sentirsi in colpa e a sentirsi deluso da se stesso.
Pochi attimi di baldoria non avrebbero mai più spazzato via una settimana di meritati progressi.
Riuscì anche a evitare tutti i cibi e tutte le situazioni che avrebbero scatenato la sua voglia di abbuffarsi – specialmente le patatine, i buffet “all you can eat” e la pizza a domicilio. Eliminò i fast food e il cibo spazzatura dalla propria vita.
Adesso aveva un’energia continua, data dal nutrimento completo che stava ricevendo il corpo ed era sempre di buonumore. Scoprì che una sana alimentazione e l'esercizio fisico sono ottime per migliorare lo stato d'animo delle persone.
Andando avanti con le settimane, i chili scomparvero.
Il suo obiettivo finale era molto vicino. Aveva fatto una promessa solenne, ossia che sarebbe tornato al suo peso ideale di 75 chili. Sarebbe stato il dimagrimento del secolo – 45 chili.
In questa nuova esperienza di “dieta”, Brad non aveva ancora sperimentato la privazione e capì che avrebbe potuto facilmente seguire questo approccio per il resto della vita. Sapeva anche che, se perdere peso era stato così facile, mantenere il peso forma lo sarebbe stato ancora di più. Brad stava conducendo una vita normale e appagante mentre, in teoria, era “a dieta.”
Certo, c’erano state settimane buone e settimane non così buone, ma andò avanti, perseverò e i progressi continuarono. Era sceso a 86 chili verso la fine di aprile, arrivando a79 agiugno.
Finalmente raggiunse il suo obiettivo, per poi superarlo il 28 luglio del 2006, quando arrivò a pesare meno di 74 chili.
Al di là della perdita di peso, comunque stupefacente, Brad era una persona molto più in salute. Era al massimo della forma. Non era più un potenziale candidato all’infarto, la sua  pressione sanguigna si era abbassata insieme alle pulsazioni, mentre i suoi livelli di colesterolo erano scesi a quelli di un atleta esperto. Inoltre sparirono anche le sue sconcertanti palpitazioni cardiache.
Sebbene, stando alla bilancia, avesse perso 46 chili, le misurazioni del grasso corporeo affermavano che, in realtà, aveva perso più di 51 chili di grasso, dato che aveva messo su approssimativamente 5 chili e mezzo di muscoli. Se ci aggiungete anche la piccola regressione avuta alla fine del 2005, quando riprese 9 chili, risulta che Brad, a tutti gli effetti, aveva perso 60 chili di grasso.
Si sentiva una persona nuova. Si sentiva in salute, dentro e fuori. La sua autostima era ai massimi livelli. “Big Brad” non esisteva più.
La notizia migliore era che sua moglie non era più sposata con il ciccione che aveva fatto parte della sua vita per 10 anni. Era entusiasta che il marito avesse riguadagnato la salute e la gioia di vivere.
La vita per il nuovo Brad era fantastica, adesso che era in salute e in forma. Il suo futuro era una tela vuota, da riempire senza alcun limite.

ANALISI
In che modo Brad è riuscito finalmente a farcela.
Ha perso peso alle sue condizioni.
Non fece niente che potesse essere considerato una privazione. Sebbene mangiasse principalmente per ragioni nutritive, mangiava comunque quello che voleva e quello che gli piaceva. Faceva anche il tipo di esercizio fisico che amava, dandogli spazio senza problemi all’interno del suo nuovo stile di vita.
Capì anche che gli ci sarebbe voluto più di un anno per avere successo e sapeva di dover essere paziente. Imporsi piccoli, provvisori obiettivi lo aiutò a mantenere alto l’entusiasmo nel processo che gli fece perdere, a poco a poco, più di 45 chili. Calcolando la regressione dell'ultima parte del 2005, Brad perse una media di 735 grammi di grasso a settimana, nei 19 lunghi mesi che servirono per permettergli di raggiungere il suo obiettivo a lungo termine.
Abbandonò i principi che erano stati alla base dei suoi precedenti fallimenti – pillole dietetiche, rimedi strani, diete alla moda e privative, oltre a qualsiasi aspettativa di risultati rapidi. E chiese il consiglio di persone vere – uomini e donne - che avevano perso un sacco di peso senza riguadagnarlo, seguendo le loro indicazioni.
Ecco la nascita del libro che vi porterà a diventare più informati sulle diete per non cadere più nelle trappole che vengono tese continuamente dai venditori di FUMO!
Nasce il nostro libro WEIGHT-LOSS SALVATION - come perdere peso senza riacquistarlo.  Questo si fonda sulla storia di questo successo.
 

Brad ha completato la sua trasformazione molto prima di venire a conoscenza di aver sofferto di un disordine alimentare per gran parte della sua vita.

È la prova vivente che un dimagrimento notevole e costante è possibile, anche per persone che soffrono di questi disturbi.


Ma WEIGHT-LOSS SALVATION contiene moltissime informazioni e tanti consigli, di cui Brad non era a conoscenza durante la sua trasformazione, ed essi vi offriranno il modello definitivo di come perdere peso senza riacquistarlo.
Appena prima della pubblicazione di questo libro – Brad era riuscito a mantenere il suo peso ideale per tre anni e mezzo: da quando, cioè, aveva completato la sua trasformazione. Tuttavia molte delle persone sulle quali Brad aveva fatto ricerche – e che avevano seguito il suo stesso approccio di  base – avevano completato la loro trasformazione molto prima, mantenendo il loro peso ideale più a lungo.
E l’approccio di queste persone – spiegato in questo libro – funzionerà anche per voi, se vi applicate come hanno fatto loro.
Abbiate fiducia!

Nella seconda parte di questi articoli parleremo di 
COME PERDERE PESO SENZA RIACQUISTARLO, Sezione A
Le componenti psicologiche e fisiologiche
6. Dipendenza da cibo – perché alcuni cibi sono fatti per dare dipendenza             
7. Il fondamento del successo nel dimagrimento per molte persone: come risolvere
 i problemi psicologici che sono spesso alla base della sovralimentazione                   
8. L’altro motivo per il quale le persone non perdono peso facilmente… e come risolvere il problema.                     

Pro_bar le barrette naturali per integrare la dieta**AVVERTENZE: Una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano sono importanti. Tenere lontano dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Non superare le dosi consigliate. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata. Non utilizzare in gravidanza e nei bambini o comunque per periodi prolungati senza sentire il parere del medico. Richiudere accuratamente la confezione dopo l’uso.